Eccolo qui il sogno degli apprendisti stregoni
“Qui non c’è alcuna percezione dello Stato, semplicemente perché lo Stato non c’è”. E’ il sindaco Dimitri Russo a sintetizzare quanto è avvenuto e sta avvenendo, in queste ore, in località Pescopagano di Castel Volturno. Dopo una notte di fiamme e di paura, a causa della rivolta degli immigrati, a mobilitarsi, stamani, sono stati i residenti della zona, che si dicono completamente “abbandonati”. Nei pressi dello svincolo di Pescopagano, all’altezza della Domiziana, i residenti hanno dato vita ad un blocco stradale, proprio per richiamare l’attenzione di autorità e istituzioni competenti. “Il fragile equilibrio tra italiani e immigrati a Castel Volturno si sta spezzando. Qui c’è una bomba sociale – rincara la dose il primo cittadino – che è pronta ad esplodere”. Da qui l’appello di Russo affinché lo Stato dia risposte concrete alle tante emergenze che attanagliano il martoriato territorio di Castel Volturno. La protesta pacifica dei residenti, come dicevamo, arriva poche ore dopo la guerriglia scoppiata per il ferimento a colpi di arma da fuoco, agli arti inferiori, di due immigrati della Costa d’Avorio, rispettivamente di 37 e 30 anni; i due, trasportati d’urgenza, nella tarda serata di ieri, alla clinica “Pineta Grande” sono stati medicati e giudicati fuori pericolo. Il ferimento dei due, però, ha provocato la reazione degli immigrati che, pochi istanti dopo, hanno dato alle fiamme una villetta a schiera, quattro autovetture ed un furgone, facendo esplodere anche una bombola di gas. Al loro arrivo le forze dell’ordine hanno trovato un clima particolarmente incandescente e l’opera di mediazione è stata alquanto complessa. Si temeva, infatti, che le tensioni potessero estendersi ad altre aree di Castel Volturno dove, non è un mistero, la convivenza tra immigrati ed italiani è sempre stata difficile.
