
Replica a Gabriele Adinolfi
Parto dalle considerazioni espresse su Noreporter nell’articolo di Gabriele Adinolfi dal titolo “E ora che farete?” sulla manifestazione contro le teorie gender dello scorso sabato a Roma per esprimere alcune valutazioni sulla giornata e sulle prospettive di lotta su quel versante.
Posto che ho partecipato in prima persona alla manifestazione, in modo convinto, perche’ assolutamente contrario alla follia destrutturante della persona e soprattutto dei bambini che si consumera’ con l’approvazione delle leggi Cirinna’ e Scalfarotto, vorrei riferire quanto ho visto.
Mi sembra che Gabriele, con il quale siamo d’accordo sulla portata “ultimativa” di queste teorie distruttive della specie e del loro portato storico, pecchi ( non in senso religioso s’intende) troppo di negativita’, nel sottolineare l’inutilita’ della manifestazione di sabato, come se tutto fosse gia’ scritto.
Le cose vanno prese per quel che sono, nulla di piu’ e nulla di meno ed allora alcuni dati saltano agli occhi: il primo è che sabato c’era in piazza tantissime persone, che a parte i numerosi gruppi neocatecumenali rigidamente organizzati e disciplinati, non rispondevano tanto a gruppi o partiti, ma erano mossi da sincero ed epidermico senso di disgusto per questa “follia” gender. Non era tanto una piazza “anti” come qualcuno l’ha ingiustamente etichettata, semmai una piazza che rifiutava la nuova pedagogia totalitaria in casa propria.
Ergo, aldila’ delle diverse motivazioni confessionali o ideologico –politiche , la gran massa, ed ho personalmente incontrato persone dalle appartenenze le piu’ disparate, si è “svegliata” dal letargo perche’ ha percepito un attacco alla sfera piu’ intima della propria persona , dei propri figli e nipoti. Un attacco all’ essere umano, si potrebbe tranquillamente dire.
Secondo, non possiamo, imputare alle persone in questione, una scarsa sensibilita’ su temi , citati da Gabriele, quali non aver contrastato l’antifascismo o 70 anni di cd democrazia e di degrado etico e culturale, perche’ a parte il ruolo della propaganda massiva ed il lavaggio del cervello che ha condizionato tutte le generazioni dal dopoguerra , proprio noi come minoranza perseguitata dovremmo comprendere che anche quel possibile milione di piazza San Giovanni da sabato è minoranza ed è passibile di future persecuzioni se decidera’ di rimanere ferma sul punto. Anche perche’ le norme che citavo prima , la Scalfarotto in primis, prevedono anche risvolti penali per chi le dovesse contravvenire od ostacolare.
Se questo popolo sara’ capace e cosciente di affrontare i tempi duri che si annunciano e diventera’ minoranza combattiva , questo è un’ interrogativo che condivido con Gabriele, al quale non saprei rispondere. Forse no, ma allora dovremmo forse indicare alternative praticabili a chi vuole mettersi in gioco.
Proprio le contraddizioni interne allo stesso mondo ecclesiastico, emerse sin dai giorni precedenti e che hanno causato lo sfilacciamento di pezzi importanti dell’associazionismo cattolico, come la mefitica Comunione e Liberazione( i cui aderenti pero’ ho visto in piazza ad onta delle indicazioni di vertice ) dell’annesso codazzo dei cattocomunisti in odore di PD renziano, e dulcis in fundo, di esponenti importanti della CEI come Monsignor Galantino, lungi dall’essere un fattore negativo, potrebbero essere indice di salutari rotture e nettezza anche in campo cattolico, dove i tempi richiedono finalmente una presa di posizione chiara e non piu’ rinviabile ai diversi Don Abbondio in circolazione soprattutto sulla stampa e in tv.
Se la Chiesa , intesa come alte gerarchie Vaticane, compromesse con lobbies e poteri vari, non dovesse appoggiare le istanze di Piazza San Giovanni , per giochi di potere, non ne verrebbe necessariamente del male, mentre un accordo compromissorio tra Stato e Chiesa sulla questione rappresenterebbe l’ennesimo osceno baratto.
Quanto alla capacita’ di questo neonato Movimento di reggere l’attacco sia sotto il profilo della ritualita’ delle mobilitazioni di piazza che dei probabili richiami all”ovile” e/o alle possibili accelerazioni che i DDL in tema di gender potrebbero ricevere dalla mobilitazione di sabato, questo sara’ chiaro solo dalla direzione che prenderanno le cose , posto che che alcune realta’ del mondo cattolico piu’ militante e impegnate da anni su questo fronte mi sembrano gia’ predisposte ad un combattimento, nelle scuole , mediante ad esempio coordinamenti di genitori e docenti pronti a far chiarezza ed a combattere l’introduzione, molte volte sotto mentite spoglie, di programmi che ricalcano il famigerato programma dell’OMS “Standard per l’Educazione sessuale in Europa” che prevedono storture come l’apprendimento della masturbazione infantile precoce ai bambini dagli 0 ai 4 anni.
Perche’, tra l’altro, va sottolineato, che un merito indubbio la manifestazione di sabato l’ha avuto: quello di aver portato a galla ed informato tutti su una questione sulla quale per anni la disinformazione lobbistica ed il colpevole silenzio dei mass-media hanno garantito la tacita introduzione delle teorie gender nelle scuole e nelle Universita’. Oggi nessuno puo’ piu’ dire di non sapere e tutti sono chiamati a schierarsi.
In conclusione ritengo che questa battaglia sul gendersia vitale, ma che si debba legare come giustamente rilevato anche da Gabriele, ad un re-cupero antropologico del ruolo del Padre e della Madre nella famiglia, sviliti da decenni di mentalita’ consumista, edonista che in perfetta sintonia con il ciclo capitalista introdotto nel dopoguerra li ha ridotti a caricature di se’ stesse, fino a progettarne l’ odierna rimozione, in nome di altri feticci da consumo, come i 56 generi sessuali, attualmente censiti negli USA.