
O meglio: il buon senso questo dimenticato
“Le persone al telefono parlano. Parlano anche se sanno di essere intercettate. Il telefono è uno strumento diabolico: è come piazzare il microfono davanti a un qualsiasi individuo, anche se non vuole parlare, nel momento in cui tu gli metti il microfono sotto il naso ti racconterà tutta la sua vita. E’ un comportamento che coinvolge tutti in modo compulsivo: al telefono chiunque prima o poi si spingerà a dire le cose che non dovrebbe dire e senza sapere che chi ascolta di là valuta il tono, tiene nota del tenore della conversazione, registra il momento di imbarazzo, la diversificazione rispetto al tuo modo abituale di esprimerti. E a questo punto la conversazione diventa sospetta e quindi viene analizzata.
Morale della favola: faceva bene Provenzano. Il telefono, per comunicare cose rilevanti, non si usa”.

