
Riunione straordinaria oggi a Roma del Gruppo Bilderberg
Domani (oggi ndr) a Roma la sessione del Gruppo Bilderberg, un club così esclusivo che non avverte mai delle proprie riunioni. Stavolta però ha fatto l’errore di incrociare la selva di cameramen e reporter a caccia di veline venute in città per il fesival del cinema. Da qui a finire sulle pagine di Dagospia è stato un attimo. Così abbiamo potuto scoprire che la 61ma sessione di lavori – che si concentrerà soprattutto sul commissariamento dei paesi euro più a rischio Italia, Spagna e Grecia – si terrà nella prestigiosa cornice dell’Hotel de Russie di via del Babuino.
Marlieke de Vogel, segretaria organizzativa del Gruppo Bilderberg è disperata per il possibile flop dell’incontro segretissimo del più potente circolo finanziario para-massonico mondiale. Riunioni di questi genere si tengono ininterrottamente dal 1954 e prendono il nome dall’albergo olandese, Bilderberg di Oosterbeek, dove si tenne il primo incontro su iniziativa del principer Bernardo d’Olanda. L’ultima riunione si è tenuta nella riservata cittadina di Chantily in Virginia, Usa, dal 31 maggio al 2 luglio.
E’ la più ristretta, esclusiva e segreta delle società “internazionaliste”. E’ governato da un comitato esecutivo, di cui fanno parte circa 30 persone (tra le quali Mario Monti e Franco Bernabè per l’Italia) elette per quattro anni rinnovabili. Il comitato nomina un presidente (attualmente è Henri de Castries, ceo del Gruppo Axa) e si occupa di organizzare le conferenze e di selezionarne i partecipanti. Il Gruppo si riunisce una volta l’anno in località esclusive e hotel di lusso, protetto da guardie armate che non fanno avvicinare nessuno, tanto meno la stampa. Le date e i luoghi sono segreti e chi vi è invitato ha l’obbligo della riservatezza, pena l’esclusione. Sul sito ufficiale (www.bilderbergmeetings.org) si trovano solo le date e i luoghi degli incontri dal 1954 ad oggi e, dal 2009, anche l’elenco dei partecipanti. Tra i nomi italiani: Giulio Tremonti, John Elkan, Paolo Scaroni, Tommaso Padoa-Schioppa.
I Bilderbergers «si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere un po’ per caso», disse il Times nel 1977. Il barone Denis Winstop Healey, due volte ministro britannico tra gli anni 60 e 70, ne era convinto: «Quel che accade nel mondo non avviene per caso; si tratta di eventi fatti succedere, sia che abbiano a che fare con questioni nazionali o commerciali e la maggioranza di questi eventi sono inscenati da quelli che maneggiano la finanza». «Le idee e la linea politica che vengono fuori dagli incontri annuali del Gruppo Bilderberg – scrive Daniel Estulin, un giornalista spagnolo autore di “The true story of the Bilderberg Group” – sono poi usate per creare le notizie di cui si occuperanno le maggiori riviste e i gruppi editoriali del mondo. Lo scopo è quello di dare alle opinioni prevalenti dei Bilderbergers una certa attrattiva per poterle poi trasformare in politiche attuabili e di far pressione sui capi di stato mondiali per sottometterli alle “esigenze dei padroni del mondo”».
L’ottantina di partecipanti, più il codazzo di men in black che la segue, sfratterà i visitatori dei musei capitolini per potersi godere una gita al riparo da sguardi indiscreti, bloccando il traffico con pulmini con i finestrini oscurati, i lampeggiatori e le sirene a palla. Ci sarà un aperitivo al Campidoglio e poi la visita, divisa in due gruppi, della sala degli Orazi e Curiazi, del Tabularium e nell’ Esedra di Marco Aurelio dove si svolgerà la cena. Per circa 80 persone costerà oltre 100 mila euro, “solo” 1000 euro a testa. Chi paga?
Mario Monti, che è stato membro della “Commissione Permanente” del gruppo, con Passera, Profumo, Paola Severino ed Elsa Fornero saranno della partita, almeno a cena. Anna Maria Cancellieri, «sentendo puzza di bruciato», secondo i bene informati, ha declinato l’invito ma non Giuliano Amato, ufficialmente Presidente della Treccani ma forse qualcosa di più. Draghi seguirà i lavori da Francoforte.
Tra i commensali ci dovrebbero essere Enrico Letta del Pd, sorpreso dalle telecamere mentre passava a Monti un pizzino con cui si metteva a sua disposizione, Lilli Gruber, «già attovagliata a Chantily», De Bortoli, Vendeline von Bredow del The Economist ed Enrico Mentana. Avrebbero confermato l’invito anche Moretti di Trenitalia, Alberto Nagel di Mediobanca, Angelo Cardani di Agcom, Federico Ghizzoni di Unicredito, Enrico Cucchiani di Intesa, Fulvio Conti dell’Enel, la presidente della Rai Anna Maria Tarantola, il neo presidente della Cir Rodolfo De Benedetti e Gabriele Galateri, presidente di Assicurazioni Generali e Telecom Italia. Con loro l’americano Klaus Kleinfeld chairman dell’Alcoa e altri boss della finanza planetaria. Indeciso Visco, il governatore della Banca d’Italia mentre «hanno preferito rinunciare, per non finire paparazzati, Squinzi, Montezemolo, Della Valle, Mario Greco, John Elkann e Renato Pagliaro».
«I Bilderbergers sono in cerca dell’era del post-nazionalismo- scrisse William Shannon del New York Times (morto ormai 24 anni fa), ambasciatore in Irlanda sotto Carter e naturalmente membro del Gruppo – quando non avremo più paesi, ma piuttosto regioni della terra circondate da valori universali. Sarebbe a dire, un’economia globale; un governo mondiale (selezionato piuttosto che eletto) e una religione universale. Per essere sicuri di raggiungere questi obiettivi, i Bilderbergers si concentrano su di un “approccio maggiormente tecnico” e su di una minore consapevolezza da parte del pubblico in generale».

