giovedì 9 Aprile 2026

Prima che vi vendano una storia capovolta

È questo in realtà lo scontro elettorale in Ungheria

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La sinistra è convinta di avere il vento in poppa.
Ha vinto il referendum sulla giustizia, ed è certa che chi ha votato No sosterrà poi il Campo Largo, il che è tutto da verificare.
Ora si appresta a cantare vittoria alle prossime elezioni in Ungheria, laddove, effettivamente, Orban viene dato in svantaggio di 18 punti percentuali.
Non sappiamo se andrà così, ma chiariamo subito la sua situazione.

Il suo avversario è Péter Magyar, di quarantacinque anni. Costui è uscito due anni fa dal partito di Orban, Fidesz, accusando il leader di gestione mafiosa e di corruzione. Sostiene che le famiglie Orban, Mészaros e Tiborcz si sarebbero spartite le ricchezze del paese, lottizzandolo.
Ritiene anche che l’attuale premier abbia tradito l’Ungheria, sottomettendola alla Russia e calpestando la memoria del 1956.
Di certo ha reso economicamente ed energeticamente dipendente la nazione dalla Russia.
Questo non gli ha però impedito di continuare a stare nella Nato e a percepire finanziamenti Ue.
Non è certamente l’unico cialtrone, ma sempre di quella categoria fa parte.

Per come la vedo io Magyar non ha torto. Orban apparteneva al partito comunista, così come la Merkel era vicina alla Stasi e, casualmente, entrambi hanno operato per vincolare unilateralmente le loro nazioni alle forniture russe. La Merkel aveva addirittura sabotato il nucleare tedesco. L’operazione di infiltrazione di quadri sovietici a destra è iniziata fin dal 1991 e sono stati capaci di prenderne spesso il possesso con un camaleontismo eccezionale. Ormai la contraffazione è di regola molto spesso e un po’ ovunque.
Non pretendo che si condivida questa mia convinzione maturata da tempo, ma sembra che l’abbia anche Magyar.

Non possiamo dire se le elezioni rispetteranno i sondaggi, sappiamo però che le piazze ungheresi sono stracolme quando parla Magyar e che i temi da lui sollevati sono patriottici.

D’altronde il partito che ha fondato, Tisza, è apertamente nazionalista e si situa a destra.
Se dovesse effettivamente vincere, i trionfalismi della sinistra sarebbero una vera e propria appropriazione indebita. Non vengono messi in discussione temi patriottici e visioni esistenziali; nessun woke, nessun gender, nessun immigrazionismo e nessun globalismo, chiunque vinca.

Possiamo sostenere che si sta per assistere a un duello serrato tra opzioni nazionalistiche in Ungheria.
Uno dei due contendenti, però, Orban, ha un sostegno internazionalista notevole, dato che oltre a Putin, che di lui ha assoluto bisogno, sono entrati a gamba tesa nella campagna elettorale a suo favore Trump, Vance e il figlio del suo fraterno amico Netanyahu, recatosi addirittura in Ungheria a fare campagna elettorale per l’attuale premier, insistendo sul legame strettissimo tra questi ed Israele.

Staremo a vedere.

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