Home Note Provato: le istituzioni sono del tutto inutili

Provato: le istituzioni sono del tutto inutili

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Senza governo ma con la regia sempre presente

 

Sostenibilità dell’intero sistema previdenziale, buchi in bilancio e mancanza di risorse per pagare pensioni e trattamenti assistenziali. Sono questi i dubbi che, nell’anno passato, hanno più volte dominato l’attenzione dei media mettendo in allarme milioni di contribuenti. Nel tentativo di “sedare gli animi”, le varie Istituzioni, Ministro Fornero in testa, hanno in diverse occasioni sottolineato l’infondatezza di tali preoccupazioni, nonostante alcune dichiarazioni ufficiali della Corte dei Conti facessero pensare il contrario.
In particolare, tra le origini del presunto dissesto è stato spesso indicato l’accorpamento dell’INPDAP nel nuovo Super-INPS: un’operazione che ha posto il notevole disavanzo della cassa dei dipendenti pubblici sulle spalle dell’ente privato.
Guardando qualche numero, nella nota di assestamento al bilancio INPS del 2012, emergevano circa 10,2 miliardi di euro di disavanzo patrimoniale, di cui 5,8 miliardi di passivo solo nell’esercizio 2012. Nel documento in questione tale deficit veniva giustificato sottolineando che se da un lato – nel corso degli anni – il numero dei dipendenti pubblici era diminuito determinando meno entrate contributive, dall’altro lato la spesa per le pensioni aveva subito una decisa impennata. Per compensare questo squilibrio ed evitare problemi di liquidità in capo al Super-INPS, il Governo era intervenuto iniettando risorse nel sistema INPDAP, al fine di arginare in via del tutto provvisoria il problema.
Trattandosi quindi di una sorta di “pezza” temporanea, la questione non è stata definitivamente risolta. E ciò lo si evince anche dal Bilancio di previsione 2013 approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS nel corso della riunione del 26 febbraio scorso. Un documento che mostra come i libri contabili dell’Istituto non siano poi così virtuosi.
In primo luogo, infatti, emerge un disavanzo finanziario di competenza pari a 10.721 milioni di euro, con un aumento di 2.762 milioni rispetto ai 7.959 previsti. Per quanto riguarda le entrate, esse hanno registrato un incremento di 1.916 milioni (+0,9%), dato dalla differenza tra i 213.762 milioni di euro contabilizzati e i 211.846 milioni di euro stimati per il 2012.
Le uscite in prestazioni istituzionali sono invece risultate pari a 303.077 milioni di euro, segnando un +2,3% rispetto alle aspettative (+ 6.672 milioni), cioè ai 296.405 milioni inizialmente fissati; in particolare, su detto totale, le risorse destinate alle pensioni sono state di 265.877 milioni di euro.
Infine, per quanto concerne il disavanzo economico di esercizio, il valore censito è di 9.714 milioni di euro, in rialzo di ben 739 milioni in confronto a quello previsto per il 2012.
Sulla base dei numeri appena illustrati, la relazione in esame stima dunque che al 31 dicembre 2013 il patrimonio netto dell’INPS sarà pari a 15.416 milioni di euro. E le osservazioni conclusive redatte dallo stesso CIV non sono proprio rassicuranti. Il Consiglio ribadisce infatti “la necessità di sottoporre a un attento monitoraggio tutti i Fondi o Gestioni amministrati dall’INPS che presentano consistenti disavanzi economici con effetti negativi sul saldo generale del bilancio dell’Istituto”, ritenendo essenziale “aggiornare al più presto i bilanci tecnici con i quali valutare la futura evoluzione dei Fondi o Gestioni amministrati dall’INPS, nonché la sostenibilità dell’intero sistema”.

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