giovedì 19 Febbraio 2026

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Un altro ultranovantenne additato come criminale nazista

Un pensionato americano come tanti, che viveva in una casa modesta alla periferia di Minneapolis, in Minnesota. Dietro la normalità apparente dell’operaio edile in pensione, sposato e con 4 figli nati negli States, l’ucraino naturalizzato americano Michael Karkoc nascondeva un passato inconfessabile che è stato svelato da un’inchiesta giornalistica dell’Associated Press.
Karkoc sarebbe stato infatti comandante di una unità operativa delle Ss naziste, accusata di aver incendiato villaggi con donne e bambine e compiuto massacri in Ucraina durante la Seconda guerra mondiale. L’ex ufficiale nazista, 94 anni, viveva dal 1949 negli Stati Uniti in un anonimato lungo 64 anni e interrotto dalla rivelazione dei cronisti che hanno messo le mani anche sui documenti dell’ufficio immigrazione dai quali emerge come Karkoc mentì alle autorità americane per poter entrare negli Usa, dichiarando di non aver prestato servizio militare e di essere un falegname.
Invece, Karkoc fu a capo della ‘Ukrainian Self Defense Legion’, divisione che operava in Ucraina e che agiva sotto comando SS, e successivamente fu un ufficiale della ‘SS Galician Division’. Entrambe le formazioni nel Dopoguerra erano nella lista nera del governo americano e ai loro membri era vietato entrare negli Stati Uniti. Altri documenti rintracciati dall’Ap rivelano inoltre che Karkoc e la sua unità furono anche coinvolti nella rivolta di Varsavia del 1944, in cui i nazisti attuarono una brutale repressione della ribellione polacca contro l’occupazione.
Le testimonianze d’epoca di uomini della sua divisione confermano le pesanti accuse e le atrocità commesse dalla compagnia nazista in Ucraina. Il soldato Vasyl Malazhenski, ad esempio, dichiarò agli investigatori sovietici che nel 1944 l’unità fu utilizzata per “liquidare tutti gli abitanti” di un villaggio come rappresaglia per l’uccisione di un ufficiale delle SS. Un altro soldato, Kost Hirniak, nelle sue memorie rivelò che nel 1943 la divisione di Karkoc fu richiamata nella città di Pidhaisti dopo un’insurrezione e si macchiò di un orribile massacro in cui morirono almeno 21 civili, incluse donne e bambini.
Nessun documento conferma il coinvolgimento diretto di Karkoc in questi crimini di guerra. Tuttavia, ciò non scagiona l’ex ufficiale: in Germania infatti, i nazisti che abbiano avuto “responsabilità di comando” possono essere accusati anche se il loro diretto coinvolgimento non è provato e i procuratori tedeschi sono obbligati ad aprire un’indagine in presenza di sufficienti “sospetti iniziali”. Come è successo più di um mese fa ad Hans Lipschis, l’ex guardiano di Auschwitz, smascherato da un’inchiesta giornalistica. Quindi, nel caso in cui il dipartimento Usa della Giustizia utilizzasse, come del resto ha fatto in decine di altri casi, le false dichiarazioni dell’ex ufficiale nei documenti per l’immigrazione per consentire il trasferimento del sospetto, Kerkoc potrebbe essere processato.
Una tesi sostenuta anche da Efraim Zuroff, uno dei ‘cacciatori’ di nazisti del centro Simon Wiesenthal di Gerusalemme, secondo cui la prova delle menzogne di Kerkoc ai funzionari americani sarebbe sufficiente per l’estradizione in Germania: “Se è stato a capo di un’unità colpevole di crimini di guerra, seppure riuscisse a dimostrare di non aver preso parte direttamente all’atrocità, egli sarebbe considerato in ogni caso responsabile”, ha detto al giornalista dell’Associated press.
Dalla sua casa di Minneapolis, in un quartiere abitato da molte famiglie di origine ucraina, Karkoc si è rifiutato di parlare del suo passato

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