martedì 21 Aprile 2026

Quanto danno per maschicidio?

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Di sicuro sarà configurato come attenuante

Quando i carabinieri si sono presentati per dirle che il marito era morto e lei era indagata per omicidio preterintenzionale, non ha versato una lacrima, ma ha spalancato gli occhi e quasi incredula ha esclamato: «Ma tanto non sarà morto per le botte che gli ho dato!». Tra il male oscuro che la affligge da anni e gli psicofarmaci che le hanno dovuto dare in questi giorni per tenerla mansueta, è come se avesse traslocato mente e cuore su un mondo parallelo. Un mondo, malato e incomprensibile, da cui Paola Battistelli, 46 anni, non è più riuscita a ritornare. E, prigioniera dei suoi deliri, venerdì scorso, l’ex infermiera ha di nuovo dato sfogo alla sua rabbia riversandola ancora contro quel marito fragile nel fisico e nel carattere, che aveva anche lui il suo demone nella bottiglia. Stefano Silvestri, operaio di 48 anni, residente a Lucrezia di Cartoceto, è morto domenica per le botte ricevute dalla moglie due giorni prima.

L’autopsia eseguita ieri sul corpo dell’uomo dal medico legale Raffaele Giorgetti parla di un decesso per trauma toracico e arresto respiratorio. Trauma provocato, a quanto sembra, dai ripetuti calci sferrati all’addome che hanno determinato la rottura di più costole e da qui lo schiacciamento del polmone sinistro che è letteralmente collassato. E se sulle cause non sembrano quindi esserci dubbi, gli interrogativi a cui dare risposte sono invece diversi. Primo: quale è stata questa volta la scintilla che ha provocato l’ennesima reazione selvaggia e violenta della moglie contro il marito? E perché Silvestri che, dopo essere stato malmenato, ha avuto tutto il tempo e il modo per andare al pronto soccorso e farsi curare, è invece rimasto a casa nonostante accusasse forti dolori? Qualche risposta potrebbe arrivare già oggi. E potrebbe darla in parte la stessa Battistelli, ricoverata in psichiatria all’ospedale di Pesaro dove lei stessa ha chiesto di essere accolta proprio venerdì scorso e dove ieri i militari l’anno messa al corrente del decesso del marito e del fatto di essere indagata per quella morte.

Oggi, infatti, la donna sarà vista per la prima volta dal suo legale, l’avvocato Alberto Coli. Coli dovrà accertarsi se la sua assistita sia davvero consapevole di quello che è successo e della gravità del fatto, se sia capace di intendere e di volere e dunque se sia in grado di affrontare un processo, ma anche e soprattutto di essere imputabile. E’ certo che presto il pm Monica Garulli, titolare del caso, chiederà un incidente probatorio per sottoporre la donna a una perizia medico-psichiatrica. Domani, intanto, i carabinieri e l’avvocato Coli andranno a Lucrezia a casa di Silvestri per fare il sopralluogo. Sembra che ci sia molto sangue sul divano dove l’uomo era steso quando ha subito l’aggressione feroce della moglie. E forse proprio perché in quella posizione non ha potuto opporre la difesa necessaria a evitargli botte e traumi. Quella stessa sera, la figlia 17enne della coppia (in affido già da tempo ai servizi sociali) era andata a casa. E aveva dormito su quello stesso divano. Ma, a quanto pare, senza accorgersi di nulla. O forse, senza dare troppo peso a quella che era una triste routine di violenza a cui era abituata ormai da tempo.

 

 

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