
noi non meno colpevoli dello jihadismo
Quello che è successo a Parigi il 7 gennaio ha diversi livelli di lettura e di decifrazione. Il primo è quello che mostra, in tutta la sua nudità, il fallimento epocale del modello di società “civile e democratica “ basata sull’accoglienza del “diverso”. Un “diverso” si badi bene che o si uniforma e si omologa ai dettami universali del politicamente corretto occidentalista, oppure si trasforma nel suo alter-ego estremista e folle, come accaduto a Parigi.
Quel che ci si ostina a non capire è che l’uno è figlio dell’altro e cioè la desacralizzazione e la conseguente totale assenza di un pensiero razionale e verticale , che ha informato, per secoli , l’humus culturale e l’orizzonte filosofico europeo, hanno lasciato spazio al mostro bifronte laicismo/integralismo religioso, la cui combinazione dicotomica produce disastri.
In una società armonica, razionale e centrata, non si produrrebbero né le stupide offese vignettistiche verso il sacro o verso ogni forma religiosa, spacciandole poi per “libertà di espressione” quando poi esistono norme come il Vilipendio alla figura del Presidente della Repubblica (forse è più importante di Dio?) né reazioni folli dettate da fanatismo parareligioso .
L’ Europa, purtroppo, sta somigliando sempre più agli USA ,dove la dicotomia tra integralismi religiosi e pensiero liberal spinto all’estremo, da decenni alimenta divisioni e odi, come nel caso degli attentati ai medici abortisti negli anni ottanta.
Il fanatismo poi si presta molto bene ad essere utilizzato da chi vuole mestare nel torbido ed in questa vicenda questo appare lampante : l’azione in sé sembra opera di gente fredda, ben addestrata, lucida e preparata con una certa cura, compresa la via di fuga. Opera di professionisti della guerriglia urbana, si direbbe.
Senonché, come nel caso dell’11 settembre , qua è là, vengono disseminati indizi che denotano un certo pressapochismo, come lo smarrimento della carta d’identità di uno dei tre nell’autovettura in fuga, o lo sbaglio d’indirizzo del settimanale da colpire.
Un quadro un po’ confuso e contraddittorio si direbbe, se si tiene conto anche del minore indicato come partecipante all’attacco ma in realtà presente sui banchi di scuola quella mattina.
Quali “manine “ o “manone” come soleva dire Craxi stanno dietro questo attacco indiscriminato e per quali motivi?
Si vuole forse scatenare un bel conflitto civile in Europa , tra musulmani jihadisti, gli stessi che l’Occidente ha lautamente finanziato sino a due anni fa in funzione anti-Assad, ed il resto del corpo sociale, sedotto dalle sirene dello stupido ed ottuso pensiero laicista, che in queste ore va in piazza con le matitine levate in un selfie, manco fosse ad un happening stile Woodstock?
Si vorrà finalmente, dire la verità su quanto l’immigrazione incontrollata ed il jihadismo siano strettamente connessi, producendo la prima con le sue masse di déracinés, anche di terza generazione, un evidente attrattiva, per chi è privato di un’identità e gettato nel fantastico melting-pot hollywoodiano ?
Si dirà che l’antislamismo ottuso di queste ore è egualmente stupido quanto lo è il jihadismo made in Pentagono ?
Temo di no, perché come ogni strategia della tensione che si rispetti, gli aspetti veri verranno taciuti mentre la strumentalizzazione porterà agli effetti desiderati da chi muove le pedine del gioco: in Francia si farà sotto la spinta emotiva un governo di emergenza nazionale contro il terrorismo jihadista, dimenticando l’appoggio di Sarkozy ai jihadisti in Libia quando si trattava di abbattere Gheddafi, magari cooptando anche la Le Pen.
Tutto questo porterà ad un inasprimento verso la comunità musulmana francese e minerà profondamente la République nei suoi presupposti teorici e culturali .
Anche in Germania, si agitano gli stessi fermenti e le dimostrazioni della repentina ascesa di PEGIDA ne sono la prova.*
Così si sarà dato un colpo al “noyaux dur “ dell’Europa e cioè all’asse franco-tedesco che ancora possiede gli anticorpi per fornire un indirizzo strategico al Vecchio Continente.