‘Montami a costo zero’. Titolo di un film porno? Proposta volgare di una assatanata casalinga? No: pubblicità di impianti fotovoltaici. Associare sesso, belle donne in pose provocanti a prodotti è una regola antica della pubblciità. Ma forse un’azienda siciliana si è spinta un po’ oltre riempiendo Milazzo, vicino Messina, con cartelloni che ritraevano una donna seminuda accanto allo slogan ‘Montami a costo zero’. Su segnalazione del ministero per le Pari Opportunità, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha bloccato la diffusione di tale pubblicità perché la comunicazione è stata ritenuta in contrasto con le norme del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale perché “lesiva della dignità della persona”. “In Italia, per fortuna – sostiene il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna – esiste una autorità che vigila sui contenuti pubblicitari volgari e diseducativi. Il ministero e’ sempre in prima linea contro le pubblicità poco rispettose della dignità dell’individuo – quasi sempre riferite alle donne – o che incitano alla violenza e non si risparmierà nuovi interventi, qualora ve ne fossero gli estremi”.
Sinceramente, signora ministra, ciò fa un po’ ridere.
I messaggi boccacceschi che ci pervengono dalle istituzioni e dalle televisioni la smentiscono appieno. E tanto meglio così.
Quello che semmai dovrebbe scandalizzare è quel “a costo zero” che sottende una logica del tutto mercantile. Ma forse è proprio quel costo zero, non tanto per la logica del mercato quanto per quella del costo, ad ispirare reazioni scandalizzate in tante first ladies del momento che, a differenza della ragazza della pubblicità, si fanno pagare lautamente. In soldoni, in cariche e in immobili.
