
L´antifascismo porta sfiga
Avrà pure fatto la fortuna di tanti malacarne, l’antifascismo, è lo specchio ideologico dell’Italietta, ma porta una sfiga inesorabile a chi si sottopone al rito di sottomissione. Matteo Salvini, in questi giorni, per tacitare i benpensanti, ha dovuto fare dichiarazioni antifasciste. Occorre, a questo punto, un memento: nel 2009, Silvio Berlusconi, è all’apice del successo. Ha raggiunto il massimo della popolarità, governa ed è sicuro del fatto suo. Il 25 aprile di quello stesso anno, in Abruzzo, a Onna, durante una cerimonia si carica sulle spalle il fazzolettone dei partigiani. Dopo quel giorno, l’inizio del crollo: dalla festa di compleanno di Noemi Letizia alle giostre di Bari con Patrizia D’Addario. Anche Guglielmo Giannini, fondatore dell’Uomo qualunque, a suo tempo pagò pegno. Giannini, forte di trionfi elettorali, per affrontare l’accusa di fascismo si rassegna al rito di sottomissione e parla di Benito Mussolini come “il merdaiolo di Predappio”. Dopo quell’affermazione, il tracollo. Gli sparì il partito da sotto il monocolo.