domenica 12 Aprile 2026

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Come diceva Marinetti

Sono a Milano al Caffé Taveggia e sto mangiando tartine imburrate al prosciutto. Mi piacciono così tanto che voglio fare un dispetto all’Oms e un piacere a Philippe Léveillé, il cuoco bretone che firma “La mia vita al burro” (Giunti) e al nutrizionista Mauro Defendente Febbrari che ne firma la postfazione, elogiandoli con vigore. Innanzitutto lo scienziato, affermante che i grassi non sono la prima causa delle malattie cardiache. Che i vegetariani hanno gli stessi livelli di colesterolo di chi consuma burro e carne. Anche carne rossa? Certo, anche carne rossa. “Non esiste una relazione diretta, fondata su una base solidamente scientifica, tra il consumo alimentare di colesterolo e la colesterolemia”. E “i maggiori aumenti del colesterolo nel sangue si verificano dopo aver assunto una quantità eccessiva di carboidrati, non di grassi”. Come diceva Filippo Tommaso Marinetti, causa di molti mali d’Italia è la pastasciutta, ossia la dieta mediterranea tanto auspicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. “Le recenti ricerche internazionali suggeriscono che un’alimentazione troppo povera di grassi saturi produce l’effetto contrario a quello auspicato, con un aumento della resistenza all’insulina e un maggior rischio di diabete”. Siccome preferisco il cancro incerto dei goduriosi salumi al diabete certo del virtuoso Oms, prego la cameriera di portarmi qualche altra tartina.

No al codice identificativo divise. Insomma, fino a quando non cambieranno le regole e le forze dell’ordine non saranno messe in grado di operare con mezzi e norme moderni, i Funzionari sono contrari all’uso di un codice identificativo. Il codice, spiega il segretario Anfp, “rappresenta un punto di arrivo, che si potrà concretizzare solo quando il livello degli strumenti legislativi e tecnici a disposizione potrà garantire un contesto di legalità non manipolabile”.

L’argomento della gestione dell’ordine pubblico è particolarmente delicato per il Viminale, visto che, come osservano Forgione, Massucci e Ferrigni, “oggi il conflitto sociale rischia di ritornare sulla scena con tutta la sua carica dirompente, come testimoniato dalle numerose proteste contro il governo Berlusconi prima, nel 2011. E contro le politiche di austerità del governo Monti poi, nel 2012. Nonché quelle avverso l’esecutivo Renzi nel 2014”. Per non dimenticare “le dimostrazioni dei movimenti “Lotta per la casa” e la rivolta anti-immigrati”. 

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