mercoledì 22 Aprile 2026

Schifezze

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

alt
A Montingham ora c’è anche la patrimoniale sui rifiuti

 

Dopo l’Imu, la Tares. Nel decreto salva-Italia del dicembre 2011 all’articolo che fa entrare in vigore l’imposta municipale segue quello con il quale è istituito il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, che dal prossimo anno dovrà sostituire le attuali tariffe sui rifiuti. E come è accaduto per l’Imu, anche il debutto del nuovo prelievo si annuncia movimentato. I Comuni nei mesi scorsi hanno tentato di ottenere un rinvio al 2014, ma il governo ha confermato l’avvio nei tempi previsti; proprio per ovviare alle difficoltà applicative più evidenti, con la legge di stabilità sono state apportate alcune modifiche all’impianto originario.
Dal punto di vista dei cittadini ci sarà certamente un aggravio, visto che il tributo contiene una componente aggiuntiva legata ai servizi indivisibili dei Comuni (come ad esempio l’illuminazione stradale) calcolata in 30 centesimi per ogni metro quadrato dell’immobile, importo che i Comuni potranno incrementare fino a 40 centesimi. Per le casse dello Stato il beneficio derivante da questa voce dovrebbe essere di almeno un miliardo.
Per definire il costo del servizio di gestione dei rifiuti, e di conseguenza la tariffa, si useranno i parametri attualmente in vigore. Anzi, per il 2013 è espressamente previsto che gli importi da pagare siano determinati in acconto con riferimento a quanto versato quest’anno con le precedenti tariffe (Tarsu, Tia o Tari). Dunque dovrebbe cambiare ben poco e del resto anche a regime saranno confermati vari aspetti dell’attuale prelievo. Sarà tenuto a pagare chi possiede occupa o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, suscettibili di produrre rifiuti urbani: non conta se poi la produzione effettivamente avvenga.
La Tares è però a tutti gli effetti un tributo. Questa scelta sulla carta rimuove tutta la problematica dell’Iva oggetto di sentenza della Corte di costituzionale e di richiesta di rimborso da parte di molti utenti; ma con tutta probabilità l’Iva sarà comunque applicata dai gestori del servizio, e dunque in qualche modo i Comuni si dovranno rivalere sui cittadini. In ogni caso, sempre nell’ottica di rendere il prelievo applicabile da subito, solo per il 2013 i Comuni potranno affidare la gestione del tributo alle aziende che si occupavano della tariffa (a Roma ad esempio l’Ama). Per i cittadini il pagamento avverrà in quattro rate trimestrali, gennaio, aprile, luglio e ottobre e potrà essere effettuato con modello F24 oppure bollettino postale, contestualmente per la componente rifiuti e per la maggiorazione di 30 centesimi a metro quadrato. La legge nella nuova versione spinge per la massima semplificazione degli adempimenti, prevedendo anche il possibile uso di modelli di pagamento precompilati. L’eventuale incremento da parte dei Comuni della componente servizi scatterà a conguaglio con l’ultima rata, mentre per le prime tre sarà applicato l’importo base di 30 centesimi.
Anche per il parametro superficie è stata scelta la linea della continuità. Il riferimento sarà per ora alla superficie calpestabile e faranno testo i valori già indicati con le precedenti dichiarazioni per la tariffa rifiuti. I Comuni però in collaborazione con l’Agenzia del Territorio potranno poi accertare le superficie catastali effettive e applicare il tributo sull’80 per cento di quest’ultime.

Ultime

Non solo per le ferite

Anche per le dipendenze

Potrebbe interessarti anche