D’accordo ma nessuno si è posto la domanda principale?
Chi impedisce a un inserviente dell’aeroporto di mettere un ordigno nella stiva di un aereo?
Specie in città con forti minoranze wahhabite, facili prede di jihadismo?
A che servono le lunghe code agli aeroporti per i controlli corporali? Solo a farci spendere negli ex duty free per acquistare gli articoli vietati precauzionalmente, tipo una bottiglia d’acqua o un dopobarba?
Una vasta operazione di polizia ha sgominato la «banda della valigia»: dipendenti di società aeroportuali dediti al furto di oggetti contenuti nei bagagli dai nastri di trasporto degli aeroporti e addirittura dalle stive degli aerei. L’operazione «Stive Pulite», che ha visto impegnati circa 400 uomini della Polizia di Stato e frutto di un anno di indagini, è culminata con l’arresto dei presunti responsabili. Le misure cautelari sono 86 (29 arresti domiciliari e 57 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria) e riguardano operatori aeroportuali di diversi scali nazionali. Fra questi anche 19 dipendenti dell’Alitalia addetti alle operazioni di handling, mentre ad altri 30 operai è stato notificato l’obbligo di firma. Le indagini, condotte dall’ufficio polizia di frontiera aerea di Lamezia Terme, hanno riguardato oltre 100 episodi di furto, tentato furto e danneggiamento e sono durate oltre un anno.
