giovedì 23 Aprile 2026

Scontro di civiltà

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«E pigliati ’sta pizza». Un secondo dopo il gustoso disco fumante aveva lasciato il cartone d’asporto per stamparsi sul volto del venditore di kebab, sulla scia della migliore tradizione delle comiche con torte in faccia in versione ferrarese-pakistano-partenopea.
Lite etnico-culinaria, uno scontro tra culture gastronomiche quello avvenuto martedì sera nello spiazzo all’angolo tra via Bologna e via Stefani, dove da tempo staziona un chiosco di kebab gestito da un immigrato pakistano di 28 anni. Preso dalla voglia di una cena “etnica”, il ragazzo pakistano pensa bene di ordinare una pizza e si rivolge a un locale da asporto. Poco dopo però cambia idea, e chiama di nuovo la pizzeria per annullare l’ordine. Il pizzaiolo però, un ferrarese di 33 anni, non ci sta: la pizza è già stata infornata, e pretende di essere pagato. Ne nasce una discussione telefonica che termina con un nulla di fatto. I due contendenti non spostano di un millimetro la loro posizione: il pizzaiolo vuole recapitargli la pizza, l’ambulante non vuole saperne.
Dalle parole ai fatti. Il pizzaiolo, sempre più furibondo, sforna la pizza, la mette nel contenitore di cartone e si dirige verso il chiosco, deciso a mettere il venditore ambulante di fronte alla… pizza compiuta. Niente da fare, il cliente si rifiuta di pagare. Così, come in una gag di Ridolini, il ferrarese lo prende a pizzate in faccia. Fumante di rabbia (e di pizza), il pakistano cerca di reagire ma viene colpito da uno sgabello e si arma a sua volta di bastone. La zuffa si movimenta con l’entrata in scena di altre due persone, in veste di pacieri, che secondo il più classico dei copioni finiscono a loro volta per prenderle nel tentativo di separare i due contendenti. Il parapiglia, alle 22.30 di una calda serata estiva, non passa inosservato e qualcuno chiama la polizia prima che la situazione degeneri ancora di più. Gli agenti della Volante arrivati sul posto si trovano di fronte quattro persone peste e imbrattate di pomodoro e mozzarella. Al pronto soccorso dell’ospedale di Cona la conta dei danni: ad avere la peggio è il venditore ambulante pakistano, che tra pizze in faccia e sgabellate ha messo insieme 21 giorni di prognosi, uno di più del minimo perché la denuncia scatti d’ufficio. Dieci giorni per il pizzaiolo e contusioni alle mani per gli altri due: a loro la scelta se querelare o no. Non è dato sapere il gusto della pizza, ma è probabile che fosse capricciosa.

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