mercoledì 22 Aprile 2026

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Gli italiani risparmiano sul traffico del cellulare!

La crisi colpisce anche i cellulari e l’Italia, famosa nel mondo come uno dei Paesi per il più alto tasso di diffusione del telefonino, accusa una battuta d’arresto. Il 2012 ha registrato una brusca contrazione delle chiamate e il periodo peggiore è stato quello delle vacanze estive, che invece di solito coincideva con un momento favorevole per la telefonia mobile: tra luglio e settembre le tre maggiori compagnie telefoniche tricolori insieme hanno perso 300 millioni di euro di fatturato, un miliardo in nove mesi. Se è vero che a partire dallo scorso giugno sui conti di Tim, Vodafone e Wind ha inciso anche il taglio dei costi delle tariffe da terminazione, è anche vero che rispetto all’andamento dell’estate 2011 c’è stato un calo del traffico voce. Inoltre per salvare i ricavi e evitare l’erosione dei margini tutti gli operatori hanno iniziato a lanciare delle tariffe un po’ più alte ma tutto compreso (voce, sms e internet). Operazione che ha arginato il crollo dei ricavi, ma che si è abbattuta come una scure sugli utili delle società telefoniche.

Tra tutti gli operatori italiani quella che è stata meno travolta dalla bufera è Wind, che grazie ad alcune offerte stracciate (tipo quella da 9 euro al mese all inclusive) ha saputo conquistare
i clienti delle rivali. Nonostante gli sforzi il gruppo guidato da Maximo Ibarra, ha comunque tagliato significativamente le tariffe, e pur acquistando qualche nuovo cliente, ha comunque generato meno ricavi: nei primi nove mesi del 2012 il calo è del 3,7% a 2,78 miliardi di euro (107 milioni di fatturato in meno rispetto al 2011). Nonostante la tenuta di Wind, la crisi non ha sposato però flussi determinanti di clientela perché chi era leader come Vodafone è rimasto saldamente al primo posto, ma ugualmente il gruppo guidato da Paolo Bertoluzzo che tra il 2009 e il 2010 era cresciuto di più, con la sforbiciata che anche gli italiani hanno dato a tutte le utenze, ha perso più degli altri: tra gennaio e settembre Vodafone ha perso l’8,9% dei suoi ricavi vale a dire 484 milioni di fatturato. Tim che invece aveva iniziato l’anno con brio, già con l’arrivo della primavera ha accusato pesantemente il colpo, rimanendo al secondo posto: nei primi nove mesi il gruppo ha infatti perso 415 milioni di ricavi, vale adire l’8,1% del suo fatturato.

E così l’inasprirsi della crisi ha portato il 12esimo Paese al mondo nel comparto della telefonia mobile, a accusare un calo del fatturato di oltre un miliardo in nove mesi, dato che è desinato ad aumentare perché i segnali per il periodo ottobre dicembre non mostrano un’inversione di tendenza. Tra gennaio e settembre i ricavi da servizi di Wind, Vodafone e Tim sono stati pari a 12,4 miliardi, il 7,5% in meno rispetto ai 13,4 miliardi del 2011.

 

 

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