Abbiamo sviscerato ieri quanto sia aberrante il volto dell’AfD, almeno nella sua direzione politica, e che contraffazione rappresenti questo partito “neonazista” che tale è per i giornalisti ma i cui riferimenti sono invece Stauffenberg, Zukov e Netanyahu.
Ciò premesso, abbiamo anche affermato che il suo successo è positivo perché, se continuerà, produrrà l’esatto contrario di quello che vogliono i suoi custodi e commissari politici che ne verranno travolti.
Per capire meglio, rimando al mio recentissimo documento politico Dagli amici mi guardi Iddio nel quale registro come l’occupazione del terreno nazionalpopolare sia stata eseguita metodicamente da ben quarant’anni proprio da chi intende avversarne il successo, trasformandolo in un pilastro delle élites che pretende di contrastare. Leggere su: https://noreporter.org/wp-content/uploads/2026/08/AmiciSerpenti-1.pdf
Perché l’avanzata della “scimmia di Zarathustra” che tale è il sovran-populismo, sarà comunque positiva?
Innanzitutto per una ragione semplicissima. Anticipando il sentimento di reattività alla crisi sociale, le centrali di potere hanno posto dei propri impiegati, dei demagoghi e dei pagliacci alla testa di quelle spinte e le hanno trasformate in spacconate da bar. Finora è servito perché da un lato ciò ha travasato nel campo nazional-popolare l’immaginario sovversivo-reazionario e tutte le peggiori porcherie dell’ideologia bottegaia, eliminando tutto quanto di positivo poteva esserci, quindi neutralizzandolo.
Dall’altro lato ha creato un “pericolo per la democrazia” che ha compattato le classi dirigenti facendo sì che accettassero tutte le demenze woke, gender, antifa, perché facenti parti di un blocco apparente.
Ma se i numeri diventano notevoli il giochino salta e i populisti non potranno più essere quegli utili idioti del Mondialismo che sono stati finora.
E saltano anche i pupazzi alla Weidel, perché, come abbiamo già visto con le comiche gialloverdi in casa nostra, una volta che si deve amministrare davvero, le chiacchiere da bar svaniscono e non si può fare altro che andare nel senso della realtà. Cambiandone non la direzione ma il segno; ma per opporvi un segno se ne deve possedere un altro. Cosa che non è per NESSUNA delle guide dell’antagonismo sovranpopulista.
Pertanto esse spariranno, sostituite da gente più seria.
E qui andiamo al “segno”. Una delle ragioni profonde del voto di estrema destra in tutte le località dove si è verificato, è proprio la ricerca di un segno diverso. Non è l’adesione alle ricette contraffatte dei buffoni professionisti che ne intercettano le spinte, ma è la ricerca di qualcosa che, per dirla come i francesi “rimetta le pendole all’ora”.
A furia di usare il fascismo come lo spauracchio che permetteva di compattare i politici senza idee, che tali sono oggi quasi tutti, non si sono resi conto di quanto popolare esso sia.
Doveva essere un handicap e si è rivelato un valore aggiunto. Ormai, come per l’IVA, frutta da solo un venti per cento.
E che l’ignoranza comune non faccia capire ai più che i dirigenti “fascisti” che votano sono antifascisti fino al midollo, anzi che sono l’opposto del fascismo in tutto e per tutto, cambia poco.
Non li votano per le proposte vergognose e servili che questi presentano con spocchia spaccona, ma perché credono che siano eredi di qualcosa e al contempo fondatori di una rigenerazione.
In un certo senso sarà comunque così che andrà e malgrado loro: perché la forza delle cose e l’intelligenza della storia li ghigliottinerà tutti, ma il loro sovversivismo reazionario sarà servito a dissodare il terreno dove persone più autentiche, prodotte dall’Amor Fati, faranno germogliare di nuovo la normalità e la civiltà delle quali essi saranno stati, domani, il concime.
Nell’armonia del mondo serve anche lo sterco.
