Le autorità competenti di Homs hanno sequestrato ieri grandi quantità di armi, computer e moderni sistemi di comunicazione, razzi di segnalazione e megafoni. Fra le armi sequestrate c’erano diversi tipi di fucili automatici, mitragliatrici, fucili di precisione avanzati di fabbricazione tedesca, lanciarazzi RPG e anticarro, mine, binocoli notturni, maschere antigas, ordigni esplosivi fabbricati a mano con i detonatori e pistole, alcune delle quali con silenziatore, oltre a passaporti rubati e falsi, divise militari, caschi e zaini e candelotti di dinamite. Sulla copertina di alcuni passaporti c’era la scritta “passaporto per il paradiso”, un riferimento ai gruppi terroristici armati che operano sotto tale slogan e lo usano come parola d’ordine.
• La Mezzaluna Rossa Siriana ha continuato, attraverso la sua sezione di Homs, a distribuire gli aiuti agli abitanti colpiti dalla devastazione criminale dei terroristi armati in diverse zone della provincia. La sezione di Homs ha inoltre distribuito gli aiuti nella zona del paese di Abel in collaborazione con la Croce Rossa Internazionale.
• Diversi terroristi sono morti ieri e altri sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di un ordigno, avvenuta mentre cercavano di fabbricare degli esplosivi in uno dei loro covi nel paese di Maarat Shamarin, ad est di Maarat al Nu’man. Una fonte ufficiale a Idleb ha detto che il gruppo terroristico si nascondeva in un laboratorio usato per la fabbricazione di ordigni.
• Il terrorista Yasser Fouzi Al Abd ha confessato la sua appartenenza al gruppo terroristico segreto chiamato Abu Amara, con il quale ha ucciso i due uomini d’affari Mahmoud Ramadan e Mahmoud al-Sourani, oltre a varie azioni di omicidio, intimidazione, incendio e furto e alla distruzione di edifici e negozi ad Aleppo e in provincia.
Nella confessione, rilasciata ieri di fronte alle telecamere della televisione siriana, il terrorista ha elencato le varie azioni terroristiche di cui si è reso responsabile nel periodo scorso, fra cui il noleggio di auto e la pianificazione di attacchi e minacce ai danni delle persone impegnate nei comitati popolari, a cui venivano incendiati i negozi o le auto e che venivano minacciati per telefono o con adesivi attaccati sulle porte delle loro case o sulle loro automobili.
