Sangue di adolescenti a Brindisi. Un giorno forse conosceremo gli autori, veri o presunti, di questa strage d’innocenti consumata in vigilia elettorale e ci convinceremo che hanno agito di loro spontanea volontà. Del che, magari, saranno convinti anche loro, tanto è facile, talvolta, manovrare dal palazzo i topi del marciapiede.
Fatto sta che si tratta di una strage annunciata da tempo che rafforzerà una scricchiolante unità governativa intorno a dei tecnici sceriffi sempre più impopolari, seduti sul baratro di una società dalle prospettive nerissime. Una strage che condurrà allo stato di “emergenza” e di “vigilanza” rendendo inaccettabile qualsiasi risposta politica (magari denominata antipolitica) perché, vedrete, ogni critica verrà considerata irresponsabile e cavalcabile dai terroristi.
E’ una strage da schema classico consumata, come quasi tutte le precedenti, quando a dominare è la Commissione Trilateral. Suoi uomini, suoi avversari, sue componenti? Non lo sapremo facilmente. Sappiamo però che lo sceriffato ne beneficerà, che le libertà vi saranno sacrificate e che, se le cose continueranno ad andare come i dati suggeriscono, non sarà purtroppo l’ultima.
