
Il Sud è vendicato
14 aprile 1865: i Lincoln andarono al Ford’s Theatre, a Washington, dove era in programma Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor (1817-1880). Nell’istante in cui Lincoln prese posto nel palco presidenziale, John Wilkes Booth, un attore della Virginia simpatizzante sudista, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 alla testa del Presidente, gridando “Sic semper tyrannis!” (Latino: “Così sia sempre per i tiranni!” – motto dello Stato della Virginia e frase storicamente pronunciata da Bruto nell’uccidere Cesare). Secondo alcune testimonianze aggiunse poi “Il Sud è vendicato”, saltando successivamente giù dal palco e rompendosi conseguentemente una gamba.
I cospiratori avevano pianificato l’assassinio di altri ufficiali del governo nello stesso istante, ma Lincoln fu l’unica vittima. Booth si trascinò al proprio cavallo e riuscì a fuggire, mentre il Presidente colpito a morte fu portato in una casa dall’altro lato della strada oggi chiamata Petersen House, dove giacque in coma per alcune ore prima di morire. Fu ufficialmente dichiarato morto alle 7:22 del mattino del 15 aprile 1865.
Booth fu scoperto nascosto in un granaio e venne ucciso; diversi altri cospiratori vennero infine catturati e impiccati o imprigionati. Quattro persone furono giudicate da un tribunale militare e impiccate per complicità nell’assassinio: David Herold, George Atzerodt, Lew Powell (alias Lewis Payne) e Mary Surratt (la prima donna a essere giustiziata negli Stati Uniti).

