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Siria. un popolo contro una feccia

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E contro gli stragisti di sempre che lo vogliono dilaniare dal cielo

Carla De Ponte ha fatto notare che l’uso di armi chimiche in Siria è stato attestato solo da parte dei cosiddetti “ribelli”. 
Per non farsi però travolgere dall’ira dei guerrafondai che soffiano sul fuoco ha voluto chiarire “non ci sono buoni e cattivi”.
In assoluto è vero: non ci sono buoni e cattivi. Ma c’è una bella differenza tra avere per esempio  diritto di culto e sostegno pubblico ad ogni culto o essere sgozzati perché non si è sunniti wahhabbiti; c’è una differenza per le donne se possono scegliere di portare o meno il velo e di poter lavorare ed essere indipendenti o se devono invece essere costrette ad essere schiave velate per forza; c’è una differenza tra una parte che viene presentata come dittatura ma che è pluripartitica ed è stata eletta a maggioranza schiacciante e una minoranza esigua che viene all’attacco in armi quasi del tutto per interposti mercenari degli sceiccati; tra chi difende la propria terra e chi l’invade. Non sarà buono nessuno ma chi è feccia è chiarissimo.

 

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