
Il Congresso internazionale di Roma
Il primo Congresso internazionale di Sol.Id svoltosi il 26 settembre a Roma ha rappresentato un‘occasione unica di approfondimento e di riflessione su quanto accade nel Vicino Oriente, in particolare, per quanto riguarda la questione siriana.
Gli interventi susseguitisi dal palco, in una cornice di pubblico numeroso ed attento, hanno posto in rilievo, oltre alle tante verità nascoste dai media internazionali su quanto sta succedendo in Siria, il ruolo prezioso svolto dal variegato panorama del volontariato identitario, nello sviluppo del dialogo tra i popoli, tra le culture e le religioni.
Un dialogo che il 26 si è plasticamente concretizzato nei numerosi interventi, tra i quali quelli dei rappresentanti di Popoli, di SOS Chretiens d’Orient, di Sol.Id stessa che hanno messo in luce come la consapevolezza di combattere lo stesso nemico ed il rispetto delle diverse forme tradizionali, possono costituire un’ottima base di partenza per un vero dialogo, non inficiato da buonismi e da umanitarismi di facciata.
I numerosi interventi, tra i quali ci piace citare quelli del Patriarca cristiano Haddad e di Alberto Palladino di Sol.id hanno chiarito come la contrapposizione non sia tra Cristianesimo e Islam ma tra il fanatismo jihadista, manovrato da ben note centrali internazionali e chi, cristiano o musulmano o altro, combatte per difendere la propria Sovranità nazionale come sta facendo da ben quattro anni il legittimo Governo di Bashar Assad.
Il conflitto siriano, drammaticamente legato anche all’enorme flusso migratorio in atto in Europa, ha infatti sinora causato più di 4 milioni di rifugiati interni ed un milione di rifugiati in tutto il mondo.
Ci sono stati più di 250mila morti e sono state distrutte 180 moschee e 65 chiese, a dimostrazione di come i terroristi non guardino in faccia a nessuno.
La destabilizzazione dell’area incentivata dagli Usa, da Israele, con la complicità di alcuni governi arabi ed occidentali, pone il mondo davanti ad una minaccia mortale rappresentata, come ha ben spiegato il Responsabile delle relazioni internazionali di Hezbollah, Sayyed Ammar al Moussawi, dall’utilizzo della manodopera terrorista contro Governi e Stati, come avviene in Siria ed anche in Europa, come dimostrano gli attentati dell’ISIS in Francia ed in Olanda.
Proprio la stessa Europa che, come ha ricordato il citato Patriarca, si ostina a non voler vedere il pericolo che si annida dietro il terrorismo jihadista e che, invece, boicotta gli sforzi di Assad di ripristinare l’integrità territoriale della Siria.
Il messaggio più importante, secondo noi, che è venuto dal Convegno di Sol.Id, è che l’Europa ha le sue radici nel Mediterraneo, che può diventare un luogo di incontro e di dialogo se si rifiuta la visione unipolare e mondialista che ci vuole tutti assoggettati ad una sola visione culturale e si comprende che la vera cooperazione che l’Europa può mettere in campo è la volontà politica di risolvere i vari problemi dell’area, in particolare il conflitto in Palestina ed in Siria.
Il vero volontariato, non è quindi quello rappresentato dal volto pacifista e buonista che spesso è funzionale alle stesse logiche mondialiste di appiattimento e di omologazione che spingono ai conflitti armati in quei Paesi, ma è rappresentato dal rispetto delle diverse tradizioni culturali, politiche e religiose in chiave identitaria in una visione armonica ed integrata che è data dalla medesima volontà di affermare la propria specificità nel rispetto reciproco.
Il Congresso di Sol.Id ha sottolineato in modo esemplare che solo dalla concreta collaborazione tra i popoli e gli uomini di buona volontà contro il fanatismo religioso ed i suoi interessati “padrini” può svilupparsi un Mediterraneo veramente solidale, prospero per tutti e fedele alla sua plurimillenaria tradizione di civiltà.
In questo senso la giornata romana del 26 ha rappresentato un passo in avanti molto significativo anche grazie all’ottima organizzazione dell’evento.

