giovedì 19 Febbraio 2026

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La procura di Trani procede contro i cospiratori che ci hanno messo in ginocchio

 

-Si sono concluse dopo due anni le indagini preliminari condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, in collaborazione con il Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, relativamente alle ipotesi di condotte illecite poste in essere da alcuni responsabili delle tre principali agenzie di rating operanti a livello mondiale, Standard & Poors, Moodys e Fitch. Lo si legge in una nota.

A conclusione delle indagini, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone: 5 responsabili dell’agenzia Standard & Poor’s e 2 responsabili dell’Agenzia Fitch, mentre e’ stata avanzata richiesta di archiviazione per i restanti 2 responsabili dell’Agenzia di rating Moody’s.

Nella nota diffusa dalla Procura si legge che ‘le complesse e delicate attivita’ investigative, costantemente coordinate dal Sostituto Procuratore Michele Ruggiero con la collaborazione del Nucleo Polizia Tributaria di Bari della Guardia di Finanza, hanno avuto per oggetto la materia del ‘market abuse’. I procedimenti penali instaurati costituiscono un autentico inedito nel panorama investigativo nazionale ed internazionale ed affrontano temi di particolare complessita’ per le gravi ricadute – sul sistema economico-finanziario del Paese – provocate dalle valutazioni formulate dalle indicate Agenzie (in violazione dei regolamenti europei sulle attivita’ di rating) sull’affidabilita’ creditizia dell’Italia in un dato momento storico.

Nella nota la Procura spiega ancora che ‘le Agenzie di Rating, che esprimono valutazioni sul ‘rischio di credito’ di un Soggetto (privato/pubblico) che emette obbligazioni, devono rispettare rigorose normative europee emanate a livello di regolamenti e sono sottoposte alla vigilanza dell’Autorita’ indipendente Esma, che puo’ unicamente sindacare la corretta osservanza della normativa di settore, senza entrare nel merito delle libere ‘opinioni/valutazioni’ delle Agenzie. Ô evidente che giudizi ‘negativi’ su un emittente ‘sovrano’ (uno Stato) sortiscono l’effetto di allontanare gli investitori e gli investimenti da quello Stato e al tempo stesso producono un piu’ alto costo del finanziamento del debito pubblico. All’interrogativo che risparmiatori e investitori possano essere stati – in un dato momento storico – vittime di manipolazioni di mercato per effetto della diffusione di declassamenti o di giudizi negativi di rating, in deliberata e volontaria violazione delle regole di lealta’ e trasparenza e dei parametri di qualita’ ed efficienza fissati nei regolamenti europei, la Procura della Repubblica di Trani ha inteso, con la sua indagine, fornire adeguata risposta’.

I magistrati di Trani ricordano che ‘dopo aver provveduto a notificare nei mesi scorsi gli avvisi di conclusione indagini nei confronti di 9 persone fisiche, prevalentemente di nazionalita’ estera, per le ipotesi di reato di’ manipolazione del mercato e aggiotaggio, con le aggravanti di del danno patrimoniale di rilevante gravita’, ‘vagliate le memorie difensive presentate dai legali di fiducia di taluni degli indagati, questo Ufficio comunica di avere assunto la determinazione di avanzare richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 7 di essi – 5 responsabili dell’agenzia Standard & Poor’s e 2 responsabili dell’Agenzia Fitch. Contestualmente e’ stata avanzata richiesta di archiviazione per i restanti 2 responsabili dell’Agenzia di rating Moody’s’.

Il procedimento contro i cinque esponenti di S&P ha preso avvio dopo a un esposto-denuncia presentato nel luglio 2011 da Adusbef e Federconsumatori nei confronti di analisti finanziari della S&P in relazione agli attacchi speculativi al mercato finanziario italiano conseguenti alla diffusione, a mercati aperti, di una ‘nota’, da parte della citata agenzia di rating, con la quale si criticava la manovra finanziaria del governo italiano, prima della sua pubblicazione ufficiale.

La Procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio per Deven Sharma (presidente di Standard & Poor’s Financial Service dal 2007 al 23 agosto 2011), Yann Le Pallec (Managing Director Head of Insurance Rating di S&P sede di Londra), Eileen Zhang (Associate Director, Sovereign Rating S&P Londra), Franklin Crawford Gill (Senior Director of European Sovereign Ratings) e Moritz Kraemer (Managing Director European Sovereign Ratings S&P Francoforte) in quanto ritenuti ‘tutti responsabili del delitto di manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata perche’, dipendenti apicali dell’Agenzia Standard & Poor’s nelle loro rispettive qualita’ di presidente mondiale e responsabile per l’Europa della predetta Agenzia (Sharma e Le Pallec), nonche’ di analisti ‘senior’ del debito sovrano (Zhang, Gill e Kraemer), in concorso fra loro, con piu’ azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi (nell’arco temporale compreso tra il maggio 2011 ed il gennaio 2012), ‘ponevano in essere una serie di artifici’ tanto nell’elaborazione, quanto nella ‘diffusione’ dei rating sul debito sovrano italiano ‘concretamente idonei a provocare’: una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizi dell’Italia sui mercati finanziari; una sensibile alterazione del valore dei titoli di Stato italiani, segnatamente un loro deprezzamento e un indebolimento dell’ Euro’.

I magistrati pugliesi aggiungono che ‘essi fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari un’informazione tendenziosa e distorta (come tale, anche falsata) in merito all’affidabilita’ creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal Governo italiano, in modo da disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, cosi’, il loro valore’.

‘In particolare, ricostruisce la Procura, il 20 maggio 2011 divulgavano in un report l’avvenuto ‘taglio’ dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da stabile a negativo, diffondendo non contestualmente e quindi non tempestivamente, ma solo il successivo 23 maggio 2011, un ulteriore report esplicativo delle ‘motivazioni’ del ‘taglio’ dell’outlook: valutazioni artificiosamente comunicate/diffuse ai mercati con una tempistica sfalsata e tale da generare sui mercati una volatilita’ ed un’incertezza che (con)causava sensibili perdite su titoli azionari, obbligazionari e titoli di Stato italiani. Detti giudizi negativi ‘diffusi’ dall’Agenzia erano, peraltro, da ritenere infondati e tendenziosi (forieri dunque, di informazioni false ai Mercati) giacche’ in contrasto con i dati macroeconomici ufficiali menzionati dal Ministero dell’Economia’ il 21 maggio con comunicato stampa’.

Il primo luglio ‘elaboravano e divulgavano una nota che – con l’artificio di diffondere valutazioni negative sulla manovra finanziaria correttiva presentata dal Ministro dell’Economia prima ancora che il testo della stessa fosse reso ufficiale e pubblicato in Gazzetta Ufficiale (condotta che determinava l’intervento della Consob) – determinava ulteriori turbolenze sul mercato dei titoli di Stato italiani, con pericolo concreto di deprezzamento degli stessi’. Nel dicembre poi di quell’anno ‘all’indomani della conferenza stampa tenuta dal presidente del Consiglio Mario Monti per presentare un programma di riforme strutturali, arginare l’ondata di sfiducia montata nei giorni precedenti sui mercati finanziari nei confronti dell’Italia e fornire cosi’, un segnale positivo agli investitori’, ponevano il “credit watch negativo’ sull’Italia, cosi’ adottando un ulteriore ‘artificio’ temporale-informativo (quello di preannunziare il declassamento – pur senza decretarlo – in un momento storico, particolarmente critico del Paese, di ‘ripartenza’ agli occhi della Comunita’ internazionale) concretamente idoneo a predisporre negativamente i mercati finanziari, nonostante l’intervenuto cambio di leader alla guida del Governo e le riforme strutturali preannunziate’.

La Procura di Trani ricorda ancora che il 13 gennaio 2012 i cinque manager di S&P ‘operavano il declassamento/taglio del rating del debito sovrano della Repubblica Italiana, confermando l’outlook negativo: tanto realizzavano nonostante il responsabile del ‘Bank Team’ per l’Italia di S&P, Renato Panichi, avesse segnalato, in un’email diretta (nella mattinata del 13/1/2012) agli analisti Zhang e Kraemer, che il giudizio dai medesimi espresso sul sistema bancario italiano (ed alla base del doppio taglio di rating del debito sovrano da essi elaborato) fosse errato, addirittura ‘esattamente contrario’ alla situazione reale, e li avesse per questo invitati perentoriamente a rimuovere quell’informazione dal comunicato; rimozione avvenuta solo parzialmente e sul solo testo in lingua inglese, non invece su quello trasmesso – come per legge – alla Repubblica Italiana, ne’ su quello in lingua italiana e diffuso in Italia (con ulteriore confusione e distorsione delle informazioni rese alla Repubblica Italiana, ai Mercati, agli analisti ed agli investitori)’.

Il declassamento, inoltre, sostengono gli inquirenti, ‘veniva decretato alla stregua di argomentazioni incoerenti e incongruenti sia rispetto alle motivazioni poste a base del precedente declassamento dell’Italia del 19 settembre 2011, sia per l’intervenuto sensibile calo dello spread tra i titoli di debito italiani e i Bund tedeschi; in tal modo gli indagati adottavano l’ennesimo ‘artificio informativo’ concretamente idoneo a predisporre negativamente i mercati finanziari ed a provocare una sensibile alterazione del prezzo dei titoli di Stato (alterazione effettivamente registrata dall’aumento dello ‘spread’ – a seguito della notizia del declassamento – da 482 punti base a 505 punti base)’.

‘Fatti ritenuti aggravati perche’ di ‘rilevante offensivita” (giacche’ commessi in danno dello Stato sovrano italiano), sia per avere cagionato alla Repubblica Italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravita’ ed interamente commessi all’estero (Londra – Francoforte)’.

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