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Talvolta decollano

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Dopo una lunga battaglia sindacale l’aeroporto di Fiumicino è stato costretto a riassumere i licenziati 

 

“Condivido la grande vittoria ottenuta ieri dopo una vertenza durata un mese ma che in realtà si protrae da maggio quando già avevamo capito che la situazione in aeroporto sarebbe precipitata sia per i dipendenti delle pulizie che per quelli dei carrellini – a parlare è Marco Ruggeri della FISASCAT-CISL – all’inizio ci avevano presi per matti e catastrofisti ai primi sit-in ci contavamo sulle dita di una mano ma pian piano spiegando bene alla gente quello che si sarebbe prospettato attraverso molte assemblee siamo riusciti a coinvolgere tutti i dipendenti dei servizi”. 

“Il licenziamento dei 68 è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso – ribadisce Ruggeri – ed ha fatto capire a tutti che sarebbe stato solo l’inizio del piano di ADR di ridurre alla fame i lavoratori. La vertenza ha avuto come punto centrale sia la durata del contratto che secondo noi non poteva che essere a tempo indeterminato sia il tipo di Contratto Collettivo Nazionale applicato che secondo noi non poteva che essere Multiservizi che ha al suo interno l’articolo 4 che prevede la salvaguardia dei livelli occupazionali”. 
 
“Se fosse passato il principio del cambio del CCNL con la non tutela dei livelli occupazionali ADR avrebbe applicato questo principio sulle prossime gare d’appalto per i sevizi in aeroporto – sostiene Ruggeri – ieri sera siamo usciti dalla prefettura con un accordo in cui i 68 lavoratori hanno ottenuto tutti  un contratto a tempo indeterminato per sei ore per i primi sei mesi trascorsi i quali torneranno ad otto ore”. 
 

Ribadisco i miei ringraziamenti al consigliere De Vecchis che ci ha accompagnato in questa lunga vertenza dall’inizio fino a ieri sera ma il piu grande ringraziamento và a tutti i lavoratori che ci hanno seguito con fiducia facendo capire che quando si è tutti uniti i risultati si ottengono. Vedere ieri sera le lacrime di gioia dei lavoratori dà un senso a quello che facciamo dalla mattina alla sera, non un lavoro ma una missione in cui la parola principale è il sociale, molte sfide abbiamo da affrontare in questo momento drammatico per il nostro Paese ma se siamo tutti uniti sono sicuro che riusciremo a lasciare ai nostri figli un paese migliore di questo viva il lavoro, viva la dignità, viva l’Italia” ha concluso Marco Ruggeri della FISASCAT-CISL.

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