Le strane uscite possibiliste di madame Lagarde dopo il declassamento della Francia
Moody’s declassa la Francia; il Paese transalpino perde la tripla A con out look negativo – questo significa che nei prossimi mesi, potrebbe esserci una rivisitazione del rating sovrano.
E allora noi ri-partiamo dai fondamentali.
Le agenzie di rating (società private, non “eticamente” indipendenti nella composizione societaria) intervengono nel determinare un giudizio sul merito di credito di Stati sovrani, società private e strumenti finanziari.
Le analisi svolte, complesse nel loro processo, determinano il merito di credito del soggetto esaminato; in parole povere si determina se è solvente verso le proprie obbligazioni.
Nel caso di società private e di strumenti finanziari l’intervento delle rating’s è su commissione; per gli Stati sovrani l’intervento è nella quasi totalità dei casi autonomo.
Mentre nei primi soggetti il giudizio può avere valenza tecnica e di riflesso di mercato: capire, cioè, se il soggetto analizzato ha una solidità patrimoniale può essere determinante per la scelta dell’investimento, nel caso di una Nazione le dinamiche politiche, economiche e sociali non possono avere lo stesso “peso economico” dei valori nei casi sopracitati.
Il ricorso al debito per uno Stato è fisiologico al mantenimento e allo sviluppo economico della nazione stessa; deprecabile in qualche misura, ma fisiologico.
I mercati purtroppo leggono questo: la tripla A ha un peso di indubbio valore, perderla significa “perdere tanti soldi”.
Francia declassata quindi, ma se leggiamo l’analisi completa ne viene fuori un quadro decisamente migliore di quello che un voto assegnato può dire.
Purtroppo è una costante quando si parla di agenzie di rating e Stati sovrani, in Italia conviviamo con questa costante da un anno e mezzo.
Una menzione speciale alla Signora Christine Madeleine Odette Lagarde (Presidente del FMI); con un’apertura, inaspettatamente coincidente e possibilista, alle teorie che si stanno sviluppando intorno alla cancellazione dei debiti pubblici sovrani.
Quasi a riannodare il pensiero del suo predecessore: alimentare la crescita, stabilizzare i prezzi e spodestare i banchieri, una legge semplice, ma capace di sostituire l’attuale sistema attraverso il quale a creare denaro dal nulla sono le banche private. Un provvedimento che obblighi le banche a una riserva del 100%.
“La soluzione sarebbe quella di rimodulare il nostro sistema dove il denaro è creato da banche private – per il 95-97% della disponibilità di denaro – con denaro creato dallo Stato. Vorrebbe dire tornare alla norma storica, prima che il re inglese Carlo II mettesse in mani private il controllo del denaro disponibile”.
Se le banche vengono forzate ad avere il 100% di riserve proprie rispetto ai depositi e ai prestiti, perdono l’esorbitante privilegio di creare denaro dal nulla. Lo Stato, così facendo, riguadagna il controllo sulla disponibilità di denaro in giro. Non ci sono più corse agli sportelli e si riducono i letali cicli di espansione/contrazione del credito”.
Sarà un caso che la Signora è francese?
