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Alle foibe non hanno incontrati superstiti

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 Ma si ritrovano due reduci di Birkenau

La tragedia delle Foibe, un viaggio nella memoria per 120 studenti romani per raccogliere testimonianze e non dimenticare. Nella seconda giornata del viaggio della memoria in Istria organizzato da Roma Capitale, gli studenti hanno incontrato le comunità italiane in Croazia.
Luca ha 16 anni e frequenta il liceo scientifico Cavour. Parla al termine dell’incontro nella sede della comunità italiana di Pola, dove sono intervenuti anche alcuni ragazzi del liceo Italiano Dante Alighieri e dice che «questa esperienza è servita alla riscoperta della consapevolezza dell’identità nazionale». Da questo stesso incontro nasce anche l’iniziativa spiegata da Edoardo, 16 anni, dell’Accademia Nazionale di danza, che si è candidato, a nome di tutti, per aprire una pagina facebook “Roma-Pola”, e una “Roma-Rovigno”, per tenersi in contatto con gli studenti italiani del posto. Virginia, 18 anni, studentessa al V anno dell’Orazio, è rimasta colpita dalle storie degli esuli, così come Matteo, 18 anni, studente del Mamiani, che dopo l’incontro con la comunità italiana di Rovigno, tira le somme delle due giornate: «Mi restano dentro i sentimenti delle persone».
L’ultima giornata del viaggio è stata caratterizzata dalla commovente testimonianza delle sorelle Tatiana e Andra Bucci che, rispettivamente a 4 e 6 anni, furono deportate prima nel campo di concentramento della Risiera di San Sabba, poi a Birkenau. Camilla 16 anni del Petrarca, sottolinea «l’importanza di ricordare attraverso i testimoni» perché come aggiunge Filippo, 18 anni dell’Istituto Maria Montessori, «ascoltando il dolore che hanno vissuto, anche noi impariamo a non far ripetere queste tragedie».
Luca, diciottenne dell’Istituto Cine e Tv Rossellini, a conclusione del viaggio, parla di «arricchimento del proprio bagaglio culturale» grazie alle cose imparate e ascoltate «che non si trovano sui libri di storia» così come Valentina, 17 anni dell’Istituto Salvini, che «adesso riesce a capire meglio gli eventi così drammatici». Giorgia, 17 anni del Cavour, sente la responsabilità di tornare a casa cambiati: «Adesso siamo tutti testimoni, per non dimenticare».


 

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