martedì 14 Aprile 2026

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La fusione con Chrysler va avanti e il titolo Fiat ne beneficia. Il timore che un buon numero di azionisti esercitasse il cosiddetto “recesso” di fronte al progetto di fusione con Chrysler, approvato dall’assemblea straordinaria di inizio agosto, è scongiurato. Il Lingotto aveva fissato un limite di 500 milioni di euro da spendere per ripagare gli azionisti che avessero chiesto di recedere, consegnando l’azione Fiat a fronte di un rimborso di 7,727 euro. Qualora fossero arrivate molte richieste, e si fosse superato quel budget stanziato dal managment, sarebbe scattata una clausola che avrebbe decretato lo stop alla fusione con Chrysler e al trasferimento della sede legale in Olanda.
venerdì Fiat ha appunto annunciato che tale limite non è stato toccato, sulla base delle comunicazioni (di recesso) e delle certificazioni (del possesso delle azioni per le quali si chiede il recesso) ricevute finora. I dati ufficiali sono attesi per il 4 settembre, quando gli intermediari avranno completato il processo burocratico. In ogni caso, “Fiat ritiene inoltre che anche se tutte le comunicazioni e conferme ancora da abbinare fossero abbinate, il numero massimo di azioni per le quali il diritto di recesso è stato validamente esercitato comporterebbe una esposizione complessiva inferiore al limite” di 500 milioni. In quattro parole: la fusione si farà. Per le azioni oggetto di recesso si prospetta ora la loro ri-offerta sul mercato e – in seconda battuta – il riacquisto da parte di Fca e il loro annullamento.
Nelle scorse sedute di Borsa il titolo aveva sofferto molto a causa del timore che la soglia venisse superata e che la fusione destinata a dar vita a Fca (Fiat Chrysler Automobiles) venisse di conseguenza sospesa. Una seconda clausola riguarda poi l’opposizione da parte dei creditori del gruppo, ma anche in questo caso Fiat “non prevede che il processo per l’opposizione dei creditori impedisca il tempestivo completamento della Fusione entro la metà del mese di ottobre”.
Sergio Marchionne, ad del Lingotto, commenta nella nota: “Mi rassicura il fatto che la stragrande maggioranza dei nostri azionisti abbia scelto di continuare nel proprio impegno di azionisti fedeli”. Il meccanismo di governance garantito dal domiciliare l’azienda Fca in Olanda, per altro, offre agli “azionisti fedeli” la possibilità di raddoppiare i loro diritti di voto in assemblea: bisogna conservare il titolo per tre anni per godere di questo ‘privilegio’, che nel caso di Exor (la holding di casa Agnelli socio storico di riferimento della Fiat) si tramuta nella possibilità di arrivare a controllare il 46% dell’assemblea (qualora nessuno dei soci di lungo corso eserciti il diritto di raddoppiare i voti) rispetto al 30,05% di capitale ordinario.
“Le recenti stravaganze dei mercati azionari e l’andamento delle azioni Fiat negli ultimi giorni”, sottolinea ancora il manager italo-canadese hanno aggiunto a questo processo un grado di complessità inatteso e, a mio modo di vedere, ingiustificato”. Quanto agli azionisti, “la loro fiducia nel progetto ed il loro sostegno al piano strategico che abbiamo delineato per i prossimi cinque anni hanno importanza decisiva in questo momento, in cui entriamo in una fase di realizzazione che migliorerà drasticamente il posizionamento di mercato del nostro gruppo e dei nostri marchi”.
Dopo aver espresso la sua soddisfazione, anche il presidente John Elkann guarda avanti: “La quotazione sul Nyse (New York Stock Exchange, la Borsa di New York, ndr) darà il giusto rilievo all’importanza delle attività del gruppo sul mercato statunitense e renderà più efficienti le nostre attività di finanziamento”.”Le recenti stravaganze dei mercati azionari e l’andamento delle azioni Fiat negli ultimi giorni”, sottolinea ancora il manager italo-canadese hanno aggiunto a questo processo un grado di complessità inatteso e, a mio modo di vedere, ingiustificato”. Quanto agli azionisti, “la loro fiducia nel progetto ed il loro sostegno al piano strategico che abbiamo delineato per i prossimi cinque anni hanno importanza decisiva in questo momento, in cui entriamo in una fase di realizzazione che migliorerà drasticamente il posizionamento di mercato del nostro gruppo e dei nostri marchi”.
Dopo aver espresso la sua soddisfazione, anche il presidente John Elkann guarda avanti: “La quotazione sul Nyse (New York Stock Exchange, la Borsa di New York, ndr) darà il giusto rilievo all’importanza delle attività del gruppo sul mercato statunitense e renderà più efficienti le nostre attività di finanziamento”.

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