
Cronaca di una manifestazione sindacale gestita dal governo
Venerdì a Roma sono andato alla manifestazione unitaria dei sindacati contro le manovre del governo. C’erano alcune migliaia di lavoratori e non le masse che avrebbero dovuto radunarsi. Le direzioni di Cgil, Cisl, Uil e Ugl avevano accuratamente evitato che ci fossero. Indetta la manifestazione, l’hanno silenziata. Gli stessi sindacalisti ne hanno avuto notizia negli ultimi giorni. Non è stata fatta alcuna propaganda, né si sono concentrati pullman. Le direzioni, abituate a simulare, servili e spesso vendute, hanno provato a fare il doppio gioco. Da una parte si sono sciacquate la coscienza indicendo la manifestazione, dall’altra hanno fatto di tutto perché venisse disertata. Volevano dimostrare ai loro padroni al governo che i lavoratori li tengono in pugno e che quindi si può contare su di loro come sui caporali dei braccianti.
Non è dato sapere dove si collochi il limite tra il servilismo e l’illusione opportunista.
Un’illusione opportunista che, a giudicare da quel che ho visto e dai comportamenti accuratamente “civili” e “rispettosi” nei confronti dei loro oppressori governativi, nutrono ancora i manifestanti.
Credono, costoro, di trovarsi ancora al tempo del consociativismo, ovvero pensano che le finte e garbate proteste di piazza facciano ancora parte della fiction e che consentano di ottenere danni minori già prestabiliti secondo copione. Credono che quella buffonata in cui si sono specializzati i sindacati italiani sia ancora valida.
Non hanno capito che la fiction è cambiata e che gli attuali tagli devastanti ai salari, alle pensioni, alle garanzie e allo stato sociale non saranno rivisti al ribasso ma saranno invece solo il primo assaggio di una matanza sociale che nemmeno Bava Beccaris.
Sicché hanno sfilato garbati e silenziosi; tutti in fila sembravano recarsi al mattatoio sul quale saranno immolati. Nell’illusione, meschina e puerile al contempo, che non irritando i boia questi si limitino a qualche mutilazione e non usino a fondo la mannaia. Ciechi e struzzi, i condannati non tengono in conto la tracotanza dei commissari Trilateral/Goldman Sachs e rimuovono dalla loro mente i chiari messaggi della Fornero che ha oscurato imperiosamente un sito che la criticava e che riguardo la manovra assurda sulle pensioni che ha gettato svariate decine di migliaia di cittadini nella condizione impossibile di non percepire né salario né pensione per cinque anni in cui dovrebbero vivere d’aria ha risposto sprezzante di non aver tempo da perdere per simili dettagli.
Sono condannati, i lavoratori, alla disoccupazione o a salari impossibili e a perdere ogni rappresentanza sociale e ogni forza contrattuale a meno che non si organizzino al più presto in modo autonomo e a rete.
Qua e là ho intravisto sindacalisti di varie categorie e di varie federazioni che lo hanno capito. Tra costoro inizia una sinergia trasversale appena appena abbozzata. Ma i più sono indietro anni luce.
E’ probabile che nell’arco di qualche mese la situazione cambi, che le condizioni maturino in un criptoperonismo embrionale.
Ma il ritardo rispetto al reale tra la società civile, e dunque i lavoratori sindacalizzati, e il potere commissario e usuraio degli sceriffi è enorme e prima che il dislivello venga colmato anche solo parzialmente ne conteremo di disastri e di lutti.
Troppa ipnosi, troppa illusione e troppa paura di guardare in faccia la realtà.
E così balla solo lo sceriffo di Montingham, un pifferaio ed ipnotizzatore che non ha bisogno nemmeno di trucchi per fare i suoi giochi di prestigio con i quali farà sparire denaro, futuro, risparmi, lavoro e proprietà.

