
Il supporto ai tagliagole salafiti viene dalla Gran Bretagna
E questo, ovviamente, non è che un dettaglio
Nove studenti britannici di medicina si sono recati in Siria all’inizio di marzo per unirsi allo Stato islamico e curare i feriti negli ospedali del territorio controllato dal gruppo. Lo riferisce il domenicale «The Observer», secondo cui si tratta di cinque uomini e quattro donne. Secondo il giornale, che riporta le informazioni date dal politico turco Mehmet Ali Ediboglu, i nove sono volati dal Sudan a Istanbul e hanno poi attraversato la frontiera tra la Turchia e a Siria. Pare che avessero comunicato alle famiglie i loro piani e vari genitori siano arrivati nel fine settimana in Turchia per provare a convincerli a tornare con loro.
Per «aiutare e non per combattere»
Ali Ediboglu, che ha sottolineato più volte che i nove si erano recati nella regione per «aiutare e non per combattere», ha spiegato che i giovani studiavano medicina in Sudan perché le famiglie volevano che fossero educati con una cultura islamica. «Non dimentichiamo che sono medici, che vogliono andare ad aiutare non a combattere. Pertanto questo caso è un po’ diverso», ha detto il politico. Secondo Mehmet Ali Ediboglu, una dei giovani, cioè Lena Maumoon Abdulqadir, ha informato la famiglia tramite Whatsapp. «Ci occuperemo di noi, siamo arrivati in Turchia e siamo in cammino per presentarci come volontari per aiutare il popolo siriano», avrebbe scritto. Un portavoce del ministero britannico degli Esteri ha fatto sapere che si sta «offrendo aiuto consolare alle famiglie».

