Non è un complotto, è un format
Ormai il complottismo è desueto. Perché tutto avviene alla luce del sole e seguendo dei format universali.
Il “nuovo” governo, altro non è se non un Monti bis con coinvolgimento diretto dei politici.
Politici rigorosamente trasversali (più o meno tutti democristiani intelligentemente schierati in liste diverse) e indipendenti (Aspen, Trilateral, Bilderberg).
Il governo ci massacrerà economicamente e lavorerà alacremente per ulteriori cessazioni di sovranità e per la liquidazione degli stessi concetti di nazione, di popolo e di società.
Guarda tu il caso, il giuramento del governo è stato pronunciato su uno spargimento di sangue a metà tra il rituale e il coinvolgimento psicologico.
Ci ha pensato un lone wolf, ovvero l’immancabile disturbato psichico, elemento di una categoria che da una dozzina d’anni in qua non manca di agire puntualmente per imprimere quel che orwellianamente vuolsi dove si puote quel che si vuole.
Che poi il suo gesto rientri appieno in una lunga tradizione anarchica italiana vuol dire e non vuol dire. Probabilmente vorrà dire di più per chi lo ha eterodiretto che per lui stesso che forse non ne è neppur consapevole.
Tutti allora, sconvolti e eccitati, faremo quadrato intorno a questo governo “l’unico possibile”, “l’indispensabile” e ingoieremo come dei gonzi tutto quel che dovremo ingoiare.
Se per sette settimane e mezzo ci siamo sbizzarriti nell’osannare o denigrare il clown di corte, il casaleggiato Grillo made on big banks, senza accorgerci che Monti & co continuavano a colpire pensioni, assicurazioni e a progettare nuove tasse, cosa attirerà tra breve la nostra attenzione?
Su quale quisquilia ci accaniremo in rete e al bar mentre tutto quel che riguarda la nostra economia verrà gestito e messo in liquidazione da uomini delle banche e del partito Britannia e tutto quel che riguarda la nostra cultura, la nostra società e i nostri principi sarà stravolto dal trio-rosa che siede ala presidenza della Camera, alla Farnesina e nel neonato ministero per l’Integrazione?
Un Paese (ora è il caso di chiamarlo così) definitivamente ridotto a provincia dell’Onu, del Wto e dell’Fmi, devastato e terzomondizzato dalle multinazionali, dalle banche e dalle ong e comandato a bacchetta dall’internazionale dei padroni della finanza.
Condoglianze concittadini.
