domenica 30 Novembre 2025

E di colpo il deserto!

In Toscana. Ma anche in Lazio e in Sardegna

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Nel cuore della Toscana, tra Siena e Asciano, si trova un posto che sorprende chi crede di conoscere già le colline che caratterizzano il poetico territorio di questa regione. Qui, tra argille chiare e formazioni calanchive, la luce si riflette sulle superfici aride creando un panorama quasi lunare. Il Deserto di Accona, situato all’interno delle Crete Senesi, non è un deserto nel senso stretto del termine, ma un’area di badlands, terre modellate dall’erosione e dalla storia umana. Un luogo dove natura e cultura si intrecciano, offrendo uno scenario unico e straordinariamente suggestivo.
Da queste parti, infatti, si alternano campi di biancane, calanchi e vallate plasmate dall’acqua e dal vento, dando vita a un paesaggio quasi surreale, che ha catturato per secoli l’immaginazione di viaggiatori, artisti e geologi, diventando un simbolo di una Toscana meno conosciuta ma altrettanto affascinante.

Origine e storia del Deserto di Accona
Il Deserto di Accona si estende principalmente nel territorio comunale di Asciano, in provincia di Siena, ma la sua influenza si percepisce anche nei comuni vicini come Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme e San Giovanni d’Asso. La storia geologica di questa zona risale al Pliocene, milioni di anni fa, periodo in cui l’area era ancora sommersa dal Mar Tirreno. La sedimentazione di argille, salgemma e gesso ha creato strati che oggi conferiscono al paesaggio il caratteristico colore chiaro, quasi bianco, delle biancane.
Il termine “deserto” deriva proprio dalla difficoltà di coltivazione di queste terre, spesso inaridite dall’erosione, più che da condizioni climatiche effettive. Il clima è infatti mediterraneo, con estati calde e secche e precipitazioni medie che variano (in alcune zone si avvicinano agli 800 mm/anno, in altre risultano inferiori ai 600 mm). Il termine “badlands” o “terre cattive” descrive in modo più preciso il fenomeno: aree gravemente erose, con creste, calanchi e tunnel sotterranei scavati dall’acqua, difficili da percorrere e improduttive dal punto di vista agricolo senza interventi specifici.

Paesaggio rurale della Toscana
La regione ha subito l’impatto umano fin dal Medioevo. I monaci dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore piantarono cipressi per stabilizzare il terreno e prevenire frane. Le pratiche agricole locali, come il pascolo controllato e la bruciatura annuale della vegetazione, hanno contribuito a modellare il tutto, permettendo la sopravvivenza di specie vegetali e animali adattate a condizioni difficili. Negli anni ’90, molte di queste attività furono sospese a favore della conservazione ambientale, e oggi la vegetazione sta progressivamente coprendo alcune delle forme originarie, rendendo la visita ancora più preziosa.
L’erosione ha creato due tipi principali di badlands nella zona: le biancane, campi di argilla chiara con tunnel sotterranei, e i calanchi, vallate scavate dall’acqua con movimenti di massa. Entrambi offrono una testimonianza unica della forza della natura e delle interazioni tra uomo e ambiente attraverso i secoli.

Cosa vedere e fare
Visitando il Deserto di Accona si ha davvero l’opportunità di entrare in un mondo parallelo, in cui la luce e le ombre modificano continuamente il paesaggio e ogni angolo regala una prospettiva diversa. Le attività sono varie, dal trekking alla fotografia, dalle escursioni guidate alle soste nelle aziende agricole locali, dove conoscere le tradizioni gastronomiche e agricole del territorio. Di seguito i principali punti di interesse.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
Fondata agli inizi del XV secolo da Bernardo Tolomei, l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore domina le Crete Senesi con le sue mura rosse e il chiostro affrescato. Arte e natura si incontrano: oltre all’architettura monastica, il panorama circostante fa posare lo sguardo sui primi calanchi e le biancane. La posizione strategica sull’altura offre vedute emozionanti soprattutto al tramonto, quando la luce accentua le sfumature del terreno argilloso.

Le Biancane di Leonina e Lucciola Bella
Le aree Leonina e Lucciola Bella sfoggiano dei sentieri grazie ai quali camminare tra campi dalle tonalità chiare, punteggiati da formazioni quasi lunari. La combinazione di erosione superficiale e sotterranea crea tunnel e avvallamenti unici, mentre la vegetazione resistente come timo, asparagi selvatici e lavanda regala tocchi di colore inattesi. Con questa esperienza si può osservare la geologia dal vivo, comprendere i processi naturali e percepire la fragilità di questo ecosistema.

Calanchi di Monte Oliveto
Siamo di fronte all’altra faccia del Deserto di Accona: i calanchi sono profondi solchi scavati dall’acqua nel corso dei secoli, con pareti verticali di argilla che creano giochi di luce spettacolari. Camminare lungo i crinali dona una visione più panoramica del luogo e permette di osservare la fauna adattata a queste condizioni, come gechi e uccelli rapaci.

Escursioni guidate e attività all’aperto
Per chi desidera conoscere meglio la storia e la geologia del territorio, le escursioni guidate rappresentano un’opzione importante. I percorsi possono includere trekking a piedi o in bicicletta tra le colline e le vallate, con soste nei punti più fotografici delle Crete Senesi. L’esperienza consente di scrutare da vicino biancane, calanchi e flora tipica, comprendendo l’interazione tra erosione, vegetazione e intervento umano.

Agriturismi e tradizioni locali
Le aziende agricole e gli agriturismi della zona riescono a fare avere un contatto diretto con la cultura contadina toscana. Qui è possibile assaggiare formaggi, salumi, olio e miele, immergendosi in una tradizione secolare che ha saputo adattarsi alle difficili condizioni locali. Le soste gastronomiche completano l’esperienza, aggiungendo una dimensione culturale e sensoriale alla visita.

Dove si trova e come arrivare
Il Deserto di Accona si trova nel comune di Asciano, in provincia di Siena, all’interno delle Crete Senesi. I principali accessi comprendono Le Fiorentine, Leonina e Chiusure, con percorsi segnalati tramite cui esplorare sia biancane che calanchi.

In auto: da Siena, prendere la SR2 verso Asciano. Le strade panoramiche regalano scorci spettacolari sulle Crete Senesi e aiutano a raggiungere facilmente i punti di interesse principali.
In treno: la stazione di Asciano consente di muoversi tra i sentieri principali, con possibilità di noleggiare biciclette o proseguire a piedi.
A piedi o in bicicletta: numerosi sentieri segnalati attraversano l’intero territorio, in modo da riuscire ad arrivare al cospetto sia delle zone più famose che di quelle più nascoste, lontano dalle rotte turistiche.

I tre deserti italiani
L’Italia ospita tre aree note come “deserti” per caratteristiche naturali, climatiche o geomorfologiche (anche se nei fatti non lo sono):
Dune di Piscinas (Sardegna): le più famose del Mediterraneo, con dune alte e paesaggi sabbiosi lungo la costa sud-occidentale.
Dune di Capocotta (Lazio): situate vicino a Ostia, tra spiagge e macchia mediterranea, rappresentano un raro esempio di dune costiere italiane.
Deserto di Accona (Toscana): tra biancane e calanchi, un paesaggio unico modellato dall’erosione e dalla storia umana, simbolo di una Toscana diversa da quella dei vigneti e delle città d’arte.

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