I vermi amano decomporre i cadaveri

La rabbia cieca dei miserabili

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Questo è il Valle de los Caídos, il cimitero monumentale fatto erigere da Francisco Franco tra il 1940 e il 1958 vicino all’Escorial, nella regione di Madrid, nella Sierra di Guadarrama.

Contiene le ossa di caduti di ambo le parti della guerra civile spagnola (1936-39), anche dei vinti.

Vi venne inumato José Antonio e, una volta deceduto (1975), anche Francisco Franco.

I miserabili fin dal governo di Zapatero

– proprio quello travolto dallo scandalo di tangenti faraoniche dal Sud America e dalla Cina – hanno deciso di demolirlo. Loro sono per la Tabula Rasa e contro ogni Memoria.

Sotto Sanchez è stata varata la Ley detta appunto de Memoria. Così come chiamano “missioni di pace” le invasioni, hanno proclamato legge della memoria quella che verte a cancellarla del tutto.

Le salme di José Antonio e di Franco erano già state dissotterrate ed esiliate; restavano quelle dei Caduti di ambo le parti.

Come recita proprio un proverbio spagnolo: Non c’è peggior tiranno di uno schiavo con la frusta in mano.

Tra i mille ricordi del mio errare tra spazio e tempo

mi tengo stretto il 20 novembre del 1981 quando mi recai lì con Walter Spedicato, entrambi ricercati e clandestini: il dirigente del servizio d’ordine della Falange dopo averci fissati ci scelse in mezzo ad altra gente e ci mise a montare la guardia alla tomba del Caudillo.

Per passare inosservati non poteva esserci di meglio!

Ieri, in occasione della visita del Papa a Madrid, hanno iniziato a demolire il Valle. Forse non è casuale il giorno scelto visto che proprio questo Papa ventitré anni fa si era recato a visitare il Valle.

Faccio notare che parecchi hanno simpatizzato per Sanchez

per via delle sue esternazioni circensi contro Trump e Israele. Come cantava Battiato: “abbocchi sempre all’amo”. Non solo Sanchez non ha fatto niente di diverso da Merz, Macron e Meloni – che i nostri “intransigenti” si guardano bene dall’esaltare – ma tutta l’attuale linea “antioccidentalista”, dalla Flotilla all’Iran, passando per le simpatie ad est, non ha niente in comune con le lotte antimperialiste di alcuni decenni fa né con le cause dei popoli, ed esprime un’autentica Orchettilandia.

Tutta gente che ha sempre dissotterrato i morti, li ha gettati nelle fosse comuni, ha vietato il pensiero, ha odiato la luce e la virtù.

La si pianti di simpatizzare per tutte queste schifezze

per il solo fatto che – da molto più in basso – insultano quello che a noi non piace e che non siamo in grado di cambiare o rigenerare.

Noi dobbiamo farlo, ma non dimenticare mai che i finti antagonisti della nostra decadenza sono questa gente qua.

Era e resta uno scontro di civiltà.

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