martedì 17 Marzo 2026

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Con la  bufala di Bin Laden gli Usa ci annunciano altri attentati e nuove misure liberticide

Dopo l’eliminazione dello sceicco del terrore, il rischio di rappresaglie è molto alto: “Al Qaeda quasi sicuramente cercherà di vendicare l’uccisione di Bin Laden”, avverte Leon Panetta, capo della Cia americana. Per questo, aggiunge, “dobbiamo rimanere vigili e risoluti”, annunciando così la prima conseguenza pratica dopo l’annuncio a sorpresa dell’uccisione del ricercato numero uno negli Usa: aumentano ovunque i controlli di sicurezza ed è allarme in tutto il mondo.
Chiare anche le parole del ministro Roberto Maroni: l’eliminazione di Bin Laden è “una buona notizia” ma il governo non “abbasserà la guardia” perché “l’interpol ha detto che sale il rischio terrorismo”, dice il ministro dell’Interno, annunciando che “ci può essere una reazione immediata” da parte dei terroristi.
L’Interpol, l’organizzazione per la cooperazione delle polizie internazionali, ha chiesto “un’accresciuta vigilanza” a tutti i paesi membri, confermando che il rischio terrorismo è massimo. E le prime misure sono già scattate, a partire proprio dal Pakistan, dove è stato ucciso Bin Laden: scuole e istituti cristiani sono stati chiusi, le chiese vengono presidiate e i quartieri cristiani sono sorvegliati con massime misure di sicurezza, nel timore di rappresaglie immediate. Sono state le stesse autorità civili a disporre tali misure di sicurezza a Islamabad, Lahore, Karachi, Multan e in altri centri urbani, in quanto si temono attacchi e reazioni violente contro obiettivi cristiani da parte dei gruppi talebani. I cristiani possono essere un bersaglio in quanto identificati, nella propaganda e nella lotta ideologica talebana, con gli occidentali e con gli americani, responsabili della morte del loro leader.
Negli aeroporti italiani sono stati aumentati i controlli di sicurezza, all’aeroporto Leonardo Da Vinci, di Roma, come in tutti gli altri scali aerei italiani. Nello scalo romano, fuori e all’interno dei terminal, in particolare delle aerostazioni dedicate alle partenze internazionali e al T5, dove sono ospitati i voli delle compagnie Usa e dell’ israeliana El Al, pattuglie di agenti in divisa della Squadra laser della Polaria, supportati dalle unità cinofile antiterrorismo, effettuano controlli documentali e ispezioni dei bagagli a campione. Lo stesso avviene anche per i passeggeri in arrivo.
Una delle ulteriori misure riguarda, alle partenze, l’innalzamento dei livelli di ispezione dei passeggeri e dei bagagli a mano da parte degli addetti di Adr Security. Operazione che inevitabilmente, specie nelle ore di punta, provoca un allungamento dei tempi di attesa. E per i voli cosiddetti sensibili, ulteriori controlli capillari vengono effettuati da parte delle unità antiterrorismo. In corrispondenza dei gate di imbarco, infatti, gli agenti effettuano ulteriori ispezioni a campione sui viaggiatori, con controlli di body-check e perquisizione del bagaglio prima dell’imbarco sul velivolo. Operazioni di “bonifica” sono poi operate sugli aerei, in particolare su quelli delle compagnie aeree che possono essere maggiormente a rischio.
Controlli accresciuti anche su Internet: in queste ore è stata rafforzata l’attenzione su siti e forum di interesse allo scopo di intercettare e prevenire possibili minacce legate alla rete che fa capo ad Al Qaeda, fa sapere la polizia postale.
Dopo l’uccisione di Osama Bin Laden non è stato necessario disporre particolari ulteriori misure di sicurezza per i militari italiani in Afghanistan perché la vigilanza è già “ai massimi livelli”, si apprende da fonti militari e della Difesa.
I primi ad aspettarsi una violenta reazione da parte di Al Qaeda sono gli Stati Uniti: ambasciate, basi militari, rappresentanze americane, aziende e interessi usa di ogni tipo sono considerati fra i possibili prossimi obiettivi del terrorismo internazionale e Washington ha fatto scattare lo stato d’allerta.
Nella notte, proprio in coincidenza con l’annuncio di Barack Obama, è stato lanciato l’ordine di “bravo force protection”, con misure di sicurezza al massimo livello. Il dipartimento di Stato, ha riferito il New York Times, ha già diffuso pure un ‘travel alert’, per mettere in guardia tutti i cittadini americani in viaggio per il mondo. D’altra parte è stato lo stesso Obama ad avvertire: “Non ci sono dubbi sul fatto che Al Qaeda continuerà ad attaccarci. Dobbiamo rimanere vigili, e lo saremo, negli Stati Uniti e all’estero”. E gli analisti dell’intelligence avvertono che diversi possono essere i gruppi in grado di agire e le modalità di attacco.
Anche in Francia e Gran Bretagna l’allarme è aumentato. A Londra è previsto un rafforzamento di tutte le misure di sicurezza nelle prossime settimane, ha informato il premier David Cameron. “E’ una sconfitta storica per la piaga del terrorismo, ma non significa la fine di Al Qaeda”, ha detto il primo ministro, aggiungendo che “la lotta contro i criminali deve continuare senza tregua e unire tutti i paesi che sono vittima di questi crimini”.
Il Foreign Office ha invitato alla vigilanza i britannici che si trovano all’estero dopo la morte di Osama Bin Laden in un raid in Pakistan. “Sarebbe sbagliato pensare che abbiamo risolto una massa di problemi del mondo”, ha detto il ministro degli esteri britannico William Hague. E sono aumentate le misure di sicurezza anche nelle ambasciate.
In Francia “il rischio terrorismo resta elevato”, ha detto il ministro dell’Interno, Claude Guéant, durante una visita alla sede della polizia scientifica a Ecully, nei pressi di Lione. “Il piano Vigipirate viene aggiornato in funzione delle notizie”, ha spiegato il ministro, riferendosi alla serie di misure di sicurezza istituite dopo gli attentati di matrice estremista algerina degli anni 1990 in Francia, che prevede la collaborazione tra l’esercito e la polizia sui siti sensibili.
Vigilanza alta anche nelle rappresentanze diplomatiche italiane, informa il ministro Frattini. Le nostre autorità di intelligence stanno mantenendo “la vigilanza molto alta” e “lo stesso facciamo sulla rete delle nostre ambasciate”, ma questo “non vuole dire che si debbano creare allarmismi”, ha detto il titolare della Farnesina a Sky Tg24.  
Morale della favola.  L’Olagramma di Bin Laden, tenuto in vita per quindici anni, è stato liquidato e sepolto in poche ore. Obama salva così la sua reputazione e smette di dover dimostrare di essere americano. Ora, visto e considerato che la recente offensiva Wasp anti-europea nel Mediterraneo prevede il ricorso ai soliti sistemi di guerra indiretta, ovvero le stragi e i killeraggi ad opera dei servizi, viene preparata a priori la giustificazione per i futuri crimini delle superpotenze.
E, visto che ci siamo, la scusa è buona anche per restringere libertà individuali, per mietere guadagni nel settore controllo, armamento e sicurezza e per pretendere che le masse disorientate e travolte dalla crisi si stringano timorose intorno alle autorità che “offrono loro sicurezza”.
Disinnescando magari una bomba su tre tra quelle che le autorità stesse avranno fatto piazzare per le strade.
Il bello, se così si può dire, è che esistono centinaia di migliaia di deficienti che si bevono panzane simili. E  ci sono persino sprovveduti che festeggiano come ebeti.
Una riprova, se necessario, di quanto privo di senso sia il fondamento stesso della democrazia.
Che non è altro che demagogia al servizio dell’oligarchia ed è, al contempo, cervelli all’ammasso.
Ground Zero. Ma zero zero!

 


 

 



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