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Nel Mediterraneo vive una popolazione di circa 2.500 capodogli, isolati e un po’ più piccoli di quelli degli oceani aperti (i maschi arrivano a 18 m di lunghezza). “In generale, i capodogli vivono in gruppi sociali matrilineari formati dalle femmine con i loro piccoli. I maschi maturi sono invece solitari, mentre i maschi più giovani formano gruppi tra loro”, ci spiega Taylor Hersh, della University of Bristol (Uk), che con i colleghi ha studiato la comunicazione dei capodogli del Mediterraneo e ha scoperto che usano due “dialetti” diversi: alla ricerca dedichiamo un approfondimento su Focus n° 407.
Le “code” e i due dialetti locali
I capodogli comunicano usando sequenze di clic, suoni che un po’ ricordano il codice Morse, in cui variano il numero e il ritmo dei clic. Una sequenza è chiamata “coda” e le diverse popolazioni di questi cetacei usano sequenze specifiche che li identificano come appartenenti a “clan vocali”. Si pensava che i capodogli del Mediterraneo facessero parte di un unico clan, con un solo dialetto. Invece, dice Hersh, «abbiamo visto che questi cetacei usano due dialetti diversi». Uno occidentale, dominato dalla sequenza definita 3+1 (tre clic e pausa prima del quarto clic), uno orientale con la sequenza 3++1 (tre clic più veloci e una pausa lunga): potete ascoltarli sopra. Alcuni capodogli che vivono nella parte orientale li usano entrambi.
L’evoluzione del linguaggio nel tempo
Come conclude Taylor Hersh, “ciò suggerisce che il dialetto occidentale fosse quello originale dei capodogli del Mediterraneo, poi individui che si sono spostati a est hanno iniziato a diversificare il loro dialetto. L’evoluzione sembra sia stata lenta, avvenuta in migliaia di anni”.

