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Alemanno finirà in… terza posizione

 

La rotta è tracciata. Al termine del lungo processo dei congressi provinciali e cittadini del Popolo della Libertà ci sarà la tanto attesa assise nazionale, quasi certamente a Roma, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre di quest’anno. Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti vicinissime al Cavaliere, quindici giorni prima del congresso si terranno le primarie, aperte a tutti i cittadini che si dichiarano di Centrodestra e che vorranno sottoscrivere un impegno a sostenere il Pdl pagando un obolo di 5 euro. In Via dell’Umiltà si lavora al programma e all’organizzazione della kermesse nazionale, che, comunque vada a finire, sancirà la presidenza a vita del Pdl per Silvio Berlusconi. L’ex premier starebbe anche accarezzando l’idea di cambiare il nome in ‘Democrazia e Libertà’, come anticipato tempo fa proprio da Affaritaliani.it. A contendersi la segreteria del Popolo della Libertà – o DL – saranno in tre: Angelino Alfano, Roberto Formigoni e Gianni Alemanno. L’ex Guardasigilli avrà il sostegno di Berlusconi e di tutti i big (o quasi) di Forza Italia. Sarà insomma il candidato ‘ufficiale’.
Il presidente della Lombardia, che ha già annunciato di lasciare il Pirellone al termine del suo mandato, avrebbe lanciato la candidatura di Corrado Passera soltanto per sparigliare le carte. E non è affatto vero che abbia intenzione di farsi da parte. Non a caso ha dichiarato: “Mi domando perché in questo Paese non si leggono le parole che sono scritte. Io ho detto che il mio desiderio è di governare la Lombardia fino al 2015. Dopo di che non tutti i desideri si riescono necessariamente a realizzare, perché sono un uomo di partito”; così ha risposto il presidente lombardo a chi gli ha chiesto se la sua intervista sull’ipotesi di candidatura alle primarie del Pdl da parte di Passera sia da legge come una sua rinuncia a parteciparvi. Il Celeste quindi è in campo, appoggiato da Cl e dal vicepresidente della Camera Murizio Lupi. E poi c’è il sindaco di Roma. Alemanno non è ancora uscito allo scoperto, ma la sua crociata anti-Lega serve proprio riposizionare il partito verso il Centro e l’Udc. Al fianco del primo cittadino della Capitale ci sarebbe tutta Alleanza Nazionale, La Russa, Matteoli e Gasparri in testa. Se con Alemanno il Pdl sarebbe molto vicino a Casini e Fini, con Formigoni si cercherebbe di ricucire l’intesa con il Carroccio senza dimenticare le aperture agli eredi della Dc. Alfano, infine, ha una posizione intermedia, anche se considera ormai finita l’alleanza con Umberto Bossi.

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