domenica 14 Aprile 2024

CINA: Fucilati due banchieri accusati di falso in bilancio

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Tempi grami per i banchieri cinesi. I top manager di due istituti sono stati fucilati martedì scorso dopo una condanna per frode. Le esecuzioni, di cui ha dato notizia l’agenzia di stampa governativa Xinhua, sono arrivate dopo un processo sbrigativo, che rientra nell’offensiva di Pechino contro la corruzione e la malagestione bancaria.


[ a. bar.] Le autorità monetarie di Pechino coltivano da anni il sogno di quotare in Borsa, a Hong Kong, i maggiori istituti di credito del Paese. Ma finora il progetto è rimasto nel congelatore per il macigno di cui sono gravati i loro bilanci. In pieno boom economico, con il Pil che continua a crescere al ritmo del 7% l’anno, le banche del gigante rosso hanno concesso una vagonata di prestiti a società che non riescono ad onorarli. Su 1.000 yuan di finanziamenti erogati si calcola che almeno 250 siano inesigibili. Finora Pechino ha messo mano al portafoglio pompando ingenti risorse pubbliche per risanare i bilanci anemici, ma da qualche mese le autorità monetarie rispondono picche alle richieste di aiuto. E il governo ha adottato la mano dura con i banchieri poco accorti nella gestione d’impresa. A finire davanti al plotone d’esecuzione sono stati Wang Liming, ex capo della tesoreria alla China Construction Bank, e Liang Shihan, direttore di una delle filiali più importanti della Bank of China. Entrambi erano accusati di truffa ai danni dei clienti e di frode in bilancio, avendo falsificato parecchi documenti contabili. Poco o nulla è filtrato sui processi. Guardacaso, però, i due condannati lavoravano per i due colossi del credito che Pechino ha salvato dal tracollo lo scorso mese di gennaio dal crak, con una maxi- iniezione di liquidità pari a 45 miliardi di dollari. E negli ambienti finanziari della capitale si sussurra che le esecuzioni siano più un avvertimento al sistema bancario nel suo insieme, piuttosto che delle esemplari misure antifrode.

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