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Da vittima ad avanguardia

Il Giappone e il nucleare

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Lo sviluppo di soluzioni basate sulla fusione nucleare ha molti protagonisti, e il Giappone è tra le nazioni a spingere maggiormente. In molti casi si è andati ben oltre la fase di studio, parlando già di costruzione dei primi impianti dimostrativi. Il percorso è lungo, ma notizie come quella che stiamo per riportarvi fanno ben sperare. Scopriamo infatti che la startup Helical Fusion ha scelto Hazama Ando come partner per la costruzione di Helix KANATA. Sarà questo il nome del primo impianto pilota, ovvero quello destinato a dimostrare la produzione commerciale di energia da fusione.
Sappiamo che tutto dovrebbe concretizzarsi nel corso degli anni ’30, un decennio che si preannuncia particolarmente interessante vista la mole di progetti che guardano a questa finestra temporale.
In ogni caso, tra queste due società è stato firmato un memorandum d’intesa, attraverso il quale l’azienda di costruzioni entra ufficialmente nel programma di partnership promosso dalla società giapponese. Per quanto riguarda Helical Fusion, sappiamo essere stata fondata nel 2021 e che mira fondamentalmente a trasformare in applicazioni industriali i risultati ottenuti dal National Institute for Fusion Science, uno dei principali centri di ricerca del Paese dedicati alla fusione.

Tra i traguardi raggiunti dall’istituto ci sono il mantenimento del plasma per 3.268 secondi e il superamento della temperatura di 100 milioni di gradi Celsius.
Si fa così strada una strategia di sviluppo, che ruota attorno al programma Helix. A quel che ne sappiamo, questo si svilupperà attraverso due tappe principali. La prima sarà Haruka, ovvero un impianto che fungerà da dimostratore tecnologico, mentre Helix KANATA rappresenterà il primo impianto pilota, quello che dovrebbe anticipare la produzione di energia da fusione su scala commerciale.
Il Giappone si sta rivelando molto attivo nel settore, e proprio recentemente è stato protagonista di un ulteriore sviluppo parallelo. Dovete sapere che un gruppo formato da Mitsubishi Electric, Kyoto University e National Institute for Fusion Science ha sviluppato un sistema a microonde che è in grado di misurare il plasma in più punti e per periodi prolungati. Si tratta di un processo oltremodo importante se si vorrà rendere più affidabile il controllo dei futuri reattori.
Ma sempre per restare in tema di fusione nucleare, non possiamo lasciarvi senza una curiosità sull’argomento. Anche nel settore marittimo si guarda a tecnologie energetiche più avanzate e potenzialmente convincenti, tanto che un’alleanza internazionale ha svelato il progetto per realizzare la prima imbarcazione galleggiante alimentata da un reattore a fusione nucleare commerciale, con l’obiettivo di vedere un prototipo in acqua già intorno al 2032.

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