Il gruppo terroristico “Fronte degli Alleati” (ar. Jubhat en-Nusra) ha rivendicato la propria responsabilità nelle esplosioni che hanno preso di mira due giorni fa (12/12/2012) la sede del Ministero degli Interni a Kfar Sousseh – Damasco. Si ricorda a chi legge che il gruppo suddetto è stato inserito alcuni giorni fa dagli Stati Uniti nella lista nera delle organizzazioni terroristiche legate a Al Qaeda.
Ieri mattina, 13 dicembre 2012, nella periferia di Damasco, in località Qatana, davanti alla scuola “Mikhail Samaan”, un’autobomba è esplosa causando la morte e il ferimento di numerosi civili, oltre a notevoli danni materiali nell’area dell’esplosione. All’ospedale “Khaled Sakka” di Damasco sono giunti 16 corpi, tutti di vittime innocenti della violentissima deflagrazione, tra cui 7 bambini e donne. I feriti sono 33, tra cui –ancora una volta- si contano donne e bambini che hanno riportato gravi ferite e versano in condizioni disperate. I danni occorsi al luogo della deflagrazione hanno coinvolto le automobili, gli esercizi commerciali, gli edifici e le infrastrutture del luogo.
Ieri mattina un’autobomba è esplosa in località Jadida al Fadl, causando 8 vittime, tra cui tre donne e due bambini, e 33 feriti, alcuni dei quali versano in condizioni disperate all’ospedale “Al Muasaa” di Damasco.
DICHIARAZIONI UFFICIALI DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI SIRIANO
– Una fonte ufficiale del Ministero degli Affari Esteri ha smentito categoricamente quanto riportato falsamente da numerosi organi di stampa, specialmente in Turchia e nei Paesi nemici della Siria, relativamente all’uso di missili SCUD da parte dell’esercito arabo siriano durante gli scontri con i gruppi terroristici armati. La fonte ha fermamente ribadito che questi missili non sono mai stati utilizzati negli scontri con i gruppi terroristici armati, e che anzi è emerso che questi ultimi stanno utilizzando armi sofisticate, ad essi fornite dai Paesi nemici della Siria, a scapito dei civili innocenti, delle forze dell’ordine e delle infrastrutture pubbliche e private.
– Una fonte autorevole del Ministero degli Affari Esteri ha espresso la propria preoccupazione in merito alla posizione americana di voler rinviare la Conferenza di Helsinki, che si dovrebbe tenere nel mese corrente, e che si pone come obiettivo la creazione nel Medio Oriente di una zona libera da armi nucleari e di distruzione di massa. La fonte sostiene che il rinvio di questa Conferenza è una flagrante violazione degli impegni intrapresi delle parti patrocinanti la conferenza, conformemente al documento finale delle parti incaricate di riesaminare il Trattato sulla Non Proliferazione delle Armi Nucleari nel 2010, affermando che gli Stati Uniti non hanno la facoltà di decidere da soli il rinvio di tale conferenza, il che palesa le false pretese degli Stati Uniti e la misura del loro impegno in merito alla dichiarazione, oltre a rappresentare un test di credibilità della Comunità Internazionale e dei suoi buoni propositi nel tentativo di creare, nel Medio Oriente, un’area libera dalle armi nucleari e da tutte le armi di distruzione di massa. La Siria ritiene che il fine della decisione americana sia la difesa flagrante e ingiustificata di Israele e delle sue minacce alla sicurezza e alla pace nella Regione mediante l’appoggio americano al possesso esclusivo delle armi di distruzione di massa da parte di Israele.
D’altra parte, il Governo Siriano rigetta tutti i pretesti che verranno evocati affinché la Conferenza non venga svolta durante la data prefissata; il fatto che gli Stati Uniti con la loro decisione vogliano ignorare tutti i Paesi membri aderenti al Trattato di Non Proliferazione Nucleare, comporterà conseguenze negative sul Trattato stesso e sui lavori di rassegna e revisione del Trattato, oltre a minacciare seriamente l’esistenza dell’Organizzazione di non Proliferazione e Disarmo.
La fonte ha poi chiarito che la Repubblica Araba Siriana ha accettato di partecipare ed ha appoggiato gli sforzi intrapresi affinché la Conferenza si possa svolgere nella data prefissata, il che rispecchia la volontà di tutti i Paesi della Regione, eccetto Israele, che ha rifiutato di partecipare alla Conferenza, facendo il possibile affinché la conferenza salti, con l’aiuto dei suoi alleati, mediante pretesti artificiosi che non hanno alcun tipo di legame con la conferenza stessa.
Il Governo Siriano invita la Comunità Internazionale allo svelamento delle politiche israeliane che ostacolano qualsiasi sforzo internazionale per la creazione nel Medio Oriente di una zona libera da armi nucleari e di distruzione di massa e ad esercitare pressioni su Israele, affinché aderisca al Trattato di Non Proliferazione Nucleare e alla rimozione del suo arsenale nucleare e dei relativi vettori, sottoponendo tutte le sue attività nucleari all’accordo di salvaguardie globali dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
