
Ucraini, russi, tedeschi, europei
E alla fin fine vincerà solo il Grande Fratello.
Ma non è ragion sufficiente per non solidarizzare con un sano popolo in lotta.
A Kiev si è consumata una notte di sangue con scene da “apocalisse” su una piazza Indipendenza avvolta dalle fiamme e migliaia di manifestanti impegnati in violenti scontri con i poliziotti in tenuta antisommossa. Questa mattina il bilancio ufficiale delle violenze, secondo un comunicato del ministero della Sanità, era di almeno 25 morti, mentre il presidente Yanukovich in un discorso nella notte ha addossato la responsabilità dell’escalation all’opposizione: “Sono stati oltrepassati i limiti”. Il presidente in mattinata ha poi proclamato per domani un giorno di lutto nazionale.
Tra le vittime vi sarebbero nove agenti e un giornalista ucraino, ma il bilancio è destinato a salire: poco dopo la diffusione della nota del ministero, infatti, il Kyiv Post riportava che sull’isolotto di Trukhanov, a Kiev, sulle rive del fiume Dnipro, è stato trovato il cadavere di un attivista di AutoMaidan, un gruppo antigovernativo ucraino che organizza pacifici cortei di auto.
Nonostante gli appelli che provengono da Washington e la minaccia di sanzioni Ue, Ianukovich sembra essere deciso a soffocare la rivolta: “I leader dell’opposizione non hanno considerato il principio democratico secondo cui si ottiene il potere con le elezioni e non nella strada – ha detto in un messaggio alla nazione pronunciato mentre l’assalto ai manifestanti in piazza era ancora in corso -. Hanno passato i limiti chiamando la gente a prendere le armi”. E poi: “C’è una eclatante violazione della legge, e i colpevoli compariranno davanti alla giustizia”.
Vitali Klitschko, uno dei leader dell’opposizione, che durante la notte ha incontrato il presidente per cercare di negoziare un compromesso per frenare le violenze, non ha dubbi: Ianukovich si rifiuta di fermare l’assalto contro i manifestanti.