Home Conflitti Ragnatela atlantica

Ragnatela atlantica

0


Arrestato presunto stragista in Polonia, avrebbe avuto contatti con Breivik e i suoi padrini

 

Poteva essere una strage razzista, xenofoba e antisemita, come quella compiuta dal folle neonazista Anders Breivik a Oslo e sull’isola di Utoya. (Ma Breivik è un supporter fanatico di Israele, un ammiratore incondizionato di Winston Churchill, un ultraliberista atlantista che, inoltre, ha fatto strage esclusivamente di norvegesi…) È stata sventata fortunosamente all’ultimo momento, ma per la prima volta nel dopoguerra e per la prima volta dalla rivoluzione democratica del 1989 lo spettro del terrorismo appare in Polonia, il più grosso e (economicamente, militarmente, politicamente) rilevante membro orientale dell’Unione europea.
Un sospetto attentatore è stato arrestato, trovato in possesso di ingenti quantità di esplosivo, e posto in stato di detenzione cautelativa per tre mesi. Ha già confessato il suo piano: aveva contatti con Breivik, lo ammirava come un eroe.
Si preparava a piazzare quattro tonnellate di esplosivo in un camion, parcheggiandolo accanto al Sejm (la Camera bassa del Parlamento nazionale) in un giorno in cui una importante seduta avrebbe riunito tutti i legislatori di Sejm e Senato, il primo ministro liberal Donald Tusk con tutto il suo governo, il capo dello Stato Bronislaw Komorowski (anche lui esponente della Piattaforma dei cittadini, il partito riformatore-europeista di Tusk) e probabilmente anche parte dei vertici militari.
Avrebbe fatto una strage, questo è sicuro, dicono gli inquirenti. E’ stato un paziente, silenzioso lavoro di spionaggio e infiltrazione negli ambienti dell’ultradestra da parte degli 007 della Abw, Agencija bezpieczenstwa wewnetrnego, il servizio d’intelligence interno polacco. Sono stati i loro reparti speciali, armati fino ai denti e incappucciati, a fare irruzione nella casa del sospetto, 45 anni, nei pressi di Cracovia (sudest del paese), riuscendo subito a sopraffarlo.
A casa sua, hanno trovato già ingenti quantità d’esplosivo e piani per l’azione. E soprattutto è stato lui, il 45enne di cui per sicurezza non vengono ancora rivelate le generalità, a spiegare i suoi piani. Ammiro Breivik, eravamo in contatto, ha confessato. E ancora: io sono un nazionalista convinto, combatto contro gli ebrei, i comunisti travestiti, tutti i nemici della nazione. La gente che ci governa è di quella risma, sono in realtà stranieri travestiti o servi dello straniero, non veri polacchi.
Il pericolo è stato concreto, serio e grave, ha sottolineato il procuratore generale di Cracovia, Artur Wrona. Gli inquirenti sottolineano poi che Breivik probabilmente aveva i suoi contatti con ambienti ultrà polacchi e di altri paesi del centro-est grazie al cui aiuto si era procurato esplosivo e armi.
L’estremista polacco arrestato dalla Abw aveva acquistato esplosivo clandestinamente in Polonia, ma anche in Belgio. Già anni fa, estremisti scandinavi, per la precisione svedesi, avevano rubato in Polonia la macabra targa simbolo di Auschwitz e dell’Olocausto, quella con le lettere in ferro battuto ‘Arbeit macht frei’, il lavoro rende liberi. (Non è vero: erano ladri comuni)
Gli ultrà svedesi avevano agito insieme a criminali comuni polacchi (appunto, comuni). E anche in quel caso, la Abw aveva assunto la direzione delle indagini, ed era riuscita ad arrestare i responsabili e a recuperare la targa. Ma mai prima d’ora intenzioni di lanciare attentati terroristi, stragi spaventose, e di formare gruppi terroristi, erano emersi in Polonia.
Gli inquirenti hanno dichiarato alla Afp e alla Reuters che l’uomo cercava di fare proseliti per creare un forte movimento nazionalista e razzista con il maggior numero possibile di giovani pronti alla violenza e alla lotta armata. Lo studio del lungo periodo di complotto di Breivik prima della strage del 2011, delle sue tattiche e dei suoi contatti in Polonia, aggiungono le fonti ufficiali polacche, è stato decisivo per sventare il piano dell’attentatore.
En passant ricordiamo che la Polonia ha recentemente rotto l’alleanza strategica con l’Inghilterra e ha abbandonato il suo ruolo di testa di ponte atlantista ad est per stringere alleanze con i suoi nemici storici, Russia e Germania.
Forse questo potrebbe bastare a indicare da dove vengono gli attentati e perché.

Nessun commento

Exit mobile version