• Un gruppo terroristico armato ha sabotato ieri un oleodotto nella regione di Bab Amro, vicino ad Homs, causando lo scoppio di un enorme incendio nella zona dell’esplosione.
E’ l’ennesima volta che i terroristi prendono di mira gli oleodotti, i gasdotti o le linee di trasporto di derivati del petrolio facendole esplodere con ordigni, come successo fra la seconda metà di dicembre e il mese di gennaio con un oleodotto in provincia di Deir Ezzor; una linea per il trasporto di gasolio che va da Homs ad Hama e Idlib; un gasdotto proveniente dai campi della regione centrale, che passa vicino alla città di Al Rastan e rifornisce due centrali elettriche.
• L’ingegnere George Maqaabry, direttore generale dell’ente per la rete ferroviaria, ha detto che l’importanza strategica che riveste la rete ferroviaria l’ha resa un bersaglio diretto dei gruppi terroristici, che intendono così colpire l’economia nazionale. Il direttore ha sottolineato che l’ammontare delle perdite causate dagli attentati e dai sabotaggi alle strade ferrate compiuti finora è di circa 700 milioni di lire siriane (circa 9 milioni di euro).
• Una delegazione di giornalisti sia arabi che stranieri ha visitato ieri il monastero di Saydnaya, in pro-vincia di Damasco, bersaglio di un attacco terroristico nel pomeriggio di domenica scorsa, constatando i danni subiti dalla struttura. Alcune suore del monastero hanno raccontato i dettagli dell’attacco, effettuato da un gruppo terroristico armato usando una granata che ha attraversato il muro di una delle stanze senza però esplodere. Le monache hanno dichiarato che si tratta di un atto deplorevole, teso unicamente a fomentare la sedizione e colpire la coesione del tessuto sociale siriano.
