lunedì 26 Febbraio 2024

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Nordcorea: il viaggio di B.Clinton pagato da suoi sponsores finanziari

    Il ruolo centrale dell’ex presidente Bill Clinton nel recente rilascio delle due giornaliste americane detenute nella Corea del Nord ha ancora una volta messo in luce la sua vasta rete di contatti nel mondo finanziario e politico, un network sconfinato che aveva messo in difficoltà i senatori quando si era trattato di confermare la moglie Hillary a Segretario di Stato. Nel caso specifico della delicata missione nordcoreana che, senza una speciale autorizzazione federale per l’aereo, sarebbe stata illegale, Clinton si è rivolto al mondo degli affari. Lo scrive l’edizione online del Washington Post precisando che non sono stati usati i soldi dei contribuenti, con l’eccezione degli stipendi degli agenti dei servizi segreti che viaggiavano con Clinton. L’ex presidente si è infatti procurato aereo ed equipaggio bussando alla porta di società e personalità che precedentemente avevano già sottoscritto i suoi progetti. La Dow Chemical, che ha versato 50mila dollari nelle casse della William J. Clinton Foundation, ha fornito l’aereo che ha trasferito l’ex presidente dalla sua abitazione nella Contea di Westchester, nello Stato di New York, a Burbank, in California. Da sottolineare che l’ad di Dow Chemical, Andrew Liveris, è anche un membro della Clinton Global Initiative, un altro dei progetti dell’ex presidente. Da Burbank, Clinton si è imbarcato a bordo di un Boeing 737 messo a disposizione dal miliardario produttore Steve Bing. Bing, che è anche lui uno dei principali donatori della Fondazione Clinton, pagherà un conto di circa 200mila dollari per il carburante, l’equipaggio e altre spese per il volo, secondo Marc J. Foulkrod, presidente di Avjet a Burbank, la compagnia che noleggia jet privati. Grazie alla missione dell’ex presidente statunitense, il leader nordcoreano Kim Jong Il ha deciso di “graziare” le due giornaliste americane Laura Ling e Euna Lee, arrestate il 17 marzo scorso per essere entrate nel Paese senza autorizzazione e perciò condannate a 12 anni di lavori forzati.

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