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Più che a Itaca il naufragio

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Noi, bersaglio speciale nella guerra all’Euro

E’ iniziata la lunga estate di guerra dell’Euro, alla fine della quale è presumibile che si farà la conta dei Paesi che ne usciranno con le ossa rotte. L’attacco speculativo della finanza internazionale dopo aver messo in ginocchio la Grecia, ora punta su Spagna e Italia, dritto al cuore della Zona Euro ,e l’obiettivo non tanto nascosto è la spaccatura dell’Europa in due macrozone.
La prima farà capo alla Germania , Francia e GB permettendo, ed ai suoi satelliti nordici e slavi e l’altra difficile da guidare se non come protettorato USA  , comprenderà la zona Mediterranea con un Euro a velocità ridotta oppure peggio con una serie di fallimenti senza paracadute.
Questa fase che si sta aprendo in questi giorni, porterà a prevedibili reazioni popolari, come sta accedendo in Spagna e come è accaduto già in Grecia, e tutti in Italia si aspettano una riedizione del vecchio “autunno caldo”.
 
E’ naturale che ,come spesso accade, le provocazioni in questa fase saranno numerose e di varia tipologia , bisogna vedere solo con quale intensità si svilupperanno, ma è facile prevedere che per dirottare e pilotare il malcontento generale si rispolveri ancora una volta il “pericolo fascista” con annesso contributo della canea antifascista in servizio permanente effettivo. 
I segnali ci sono tutti e non starò qui a elencare ciò che è avvenuto solo nelle ultime settimane, non ultima la riedizione del democraticissimo istituto del “confino politico” per Alberto Palladino.
Niente di meglio  quindi che rispolverare l’antifascismo e presunti rigurgiti nazionalisti per nascondere il fallimento delle ricette economiche montiane che stanno strangolando l’Italia , prospettando un futuro da “lacrime e sangue” da far rabbrividire chiunque abbia ancora un barlume di coscienza.
Ma tant’è, così è se vi pare ed occorreranno tutto il sangue freddo ed i nervi saldi necessari alla bisogna, per cercare di sventare ciò che a diversi livelli sembra addensarsi sul nostro Paese e sull’Europa in generale.
C’è troppo scollamento nella società italiana di oggi, troppa mancanza di etica, di senso della responsabilità individuale e collettiva, assoluta mancanza di Ordine per poter reggere l’impatto della tsunami prossimo venturo, ed è per questo che chiunque voglia intraprendere la titanica impresa di  ricostruire una visione etica , solare e creatrice foriera di  indipendenza nazionale e sociale, dovrà esercitare tutta la sua capacità di autodisciplina e di responsabilità dando l’esempio di sapere cosa fare nei momenti di crisi.
 
Più che di improbabili unità di esperienze fallimentari che si ritrovano oggi aggrappate in mare  alle tavole o alle scialuppe di salvataggio con qualche Schettino di troppo a bordo, dopo aver circumnavigato Itaca tenendosene sempre a debita distanza, si dovrebbe ragionare nei prossimi mesi di come tirare fuori il meglio di quanto si è affacciato in questi ultimi anni ed avere il coraggio di difenderlo e possibilmente farlo avanzare di qualche metro per proporlo come alternativa popolare praticabile sul piano politico e culturale.
Con onestà coraggio , senza protagonismi inutili e come ha detto bene qualcuno con la consapevolezza che i “galloni si conquistano sul campo”,  realizzando risultati concreti e visibili a tutti.
Le energie ci sono e vanno moltiplicate a patto di non cadere nella tentazione di creare nuovi contenitori dove far confluire tutto ed il contrario di tutto , ma al contrario, di stabilire contenuti e una chiara direzione da prendere: chi salirà sulla nave per tornare ad Itaca saprà quale rotta intraprendere , chi sono gli ufficiali al comando, compiti e mansioni dell’equipaggio.
 

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