mercoledì 22 Aprile 2026

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L’antifa Foschi invita tutti al bar Mini Garden vicino alla Farnesina

 

«Un reliquiario fascista, un covo di estrema destra che come tale va chiuso, visto che siamo di fronte a un’evidente caso di apologia di fascismo». Dal caffè alla denuncia il passo è stato breve per il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi. Domenica scorsa – racconta – prima di Roma-Bologna è entrato in un bar, il Mini Garden di Via Colli della Farnesina 32, accanto al ministero degli Esteri, nella zona di Ponte Milvio.

E di fronte si è trovato busti del Duce di varie grandezze esposti su una mensola, insieme a magliette inneggianti alla X Mas e altre con slogan di estrema destra a riempire le pareti: «Fino alla cassa – sostiene Foschi -, dove mentre si attende il resto basta girare lo sguardo per ritrovarsi il santino di Mussolini che ti osserva».

Ma la denuncia del consigliere va oltre: «A rendere ancora più inquietante l’intera vicenda è che in questo bar-ristorante-gelateria, dove si organizzano concerti e serate, ha la sua sede di rappresentanza nel Lazio anche un’associazione onlus nazionale che nel corso degli ultimi anni ha intessuto rapporti con le istituzioni locali, proponendo progetti e iniziative benefiche anche nelle scuole». Per questo Foschi chiede di approfondire «Cosa il sociale abbia a che fare con chi di un esercizio commerciale ha fatto un luogo di rimembranze revisioniste e nostalgiche». L’esponente del Pd ricorda poi che la legge Scelba (1952), «punisce chiunque esalti pubblicamente, esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo».

Oltre ai busti, ci sono una serie di foto, tra cui una di Alessandra Mussolini (nipote del Duce), ritratti, bottiglie di vino e altri gadget a tema. La replica arriva dal consigliere comunale del Pdl, Ugo Cassone: «Forse il collega Foschi non ha digerito il cornetto, e quindi sfoga la sua delusione in questo modo. Evocare la legge Scelba nel 2012 sembra alquanto surreale e distante dalle vere istanze dei cittadini. Basta con la caccia alle streghe, basta creare confusione a ogni costo, parlando addirittura di apologia di fascismo», sostiene Cassone. Il locale è frequentato dai cittadini del quartiere, «in una zona dove insiste anche un piccolo parco e un’area per i cani».

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