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Il fascismo ha seguito la costituzione, l’antifascismo no

 

 

Il principio del pareggio di bilancio a partire dal 2013 è definitivamente impegno costituzionale, ma il Fondo Monetario Internazionale è pessimista: a causa della recessione l’Italia lo raggiungerà solo nel 2017. Un previsione respinta dalla Banca d’Italia che ha stime di crescita meno penalizzanti.

Il Senato ha approvato in quarta e ultima lettura il ddl costituzionale che modifica l’articolo 81 della Carta e che introduce il principio del pareggio del bilancio nella costituzione italiana. I senatori che hanno partecipato alla votazione sono stati 280, i favorevoli 235, i contrari 11, gli astenuti 34. La norma diventa quindi legge dello Stato senza bisogno del referendum confermativo, dato che è stato superata la soglia dei due terzi dei voti a favore.

Tuttavia, ha avvertito il FMI, l’Italia mancherà, e non di poco, il pareggio di bilancio nel 2013. Con un rapporto deficit/Pil che, a causa della recessione in corso, scenderà solo all’1,5% del Pil dal 2,4% stimato per quest’anno. La previsione del Fondo Monetario Internazionale contrasta con quella della Banca d’Italia, molto più ottimista, che ha ricordato come anche le posizioni della commissione Ue e della Bce fossero migliori.

Secondo il direttore generale di via Nazionale Fabrizio Saccomanni, infatti, le previsioni dell’Fmi “sono troppo pessimistiche”. “Grazie alla riduzione delle tensioni sugli spread”, ha spiegato Saccomanni, siamo a metà strada fra le due ipotesi di calo del Pil nel 2012 fra l’1,2% e l’1,5% avanzate dalla Banca d’Italia nei mesi scorsi.

L’Fmi, nel suo “Fiscal Monitor Report” ha anche fatto sapere che se si dovessero ‘depurare’ i conti dagli effetti del ciclo economico, il Paese alla stessa scadenza mostrerebbe un visibile attivo, pari allo 0,6% del Pil. Il Fondo ha preso atto delle misure varate e in corso di elaborazione su liberalizzazioni e crescita da parte del Governo Monti e ha previsto che il debito pubblico tricolore continuerà a crescere seppure con una velocità sensibilmente inferiore al passato, passando dal 120,1% del Pil dello scorso anno, al 123,4% del 2012 al 123,8% del 2013. Queste due ultime stime risultato superiori, rispettivamente di 2 e 3,7 punti, nei confronti delle previsioni stilate dallo stesso Fondo a settembre.

Ma proprio sul versante della dinamica del debito rispetto al Pil nulla, anche per l’Italia, può essere dato per scontato perchè movimenti, anche limitati, di tassi d’interesse e crescita, possono riappesantire la situazione rendendo necessarie nuove correzioni dei conti pubblici. “Per molte economie avanzate, incluse Francia, Italia e Regno Unito – hanno spiegato gli economisti del Fondo – anche shock relativamente piccoli della differenza tra tasso d’interesse e tasso di crescita dell’economia sarebbero sufficienti a impedire che il debito si stabilizzi nel medio termine, a prescindere da sostanziali miglioramenti dei saldi primari (cioè al netto degli interessi, ndr) programmati fino al 2015”.

Morale ironica: iI fascismo ha seguito la costituzione, l’antifascismo no (nella foto il ministro delle finanze della RSI Domenico Pellegrini Giampietro che presentò i conti in pareggio di bilancio nel 1945, un pareggio conseguito durante lo sforzo bellico disperato e malgrado i bombardamenti e le vie commerciali interrotte).
C’è chi si batte per la nazione e il popolo e chi invece per spogliarlo. E ognuno raggiunge il suo scopo.
Sappiamo qual era lo scopo dei fascisti e qual è lo scopo degli antifascisti. Di cui i “tecnici” rappresentano la quintessenza.

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