Panzironi, traino del “dream team” si proclama democristiano e accusa Alemanno di averlo scaricato
“Io fascista? Io massone? Macché, sono un ex democristiano. Anzi. Togliete pure l’ex. Sono un democristiano”. Paffuto, chioma bianca, famoso per le sue battute e per i suoi stipendi d’oro, gran collocatore di segretarie, generi, figli, ex naziskin, mogli e via dicendo dell’ormai celebre saga di Parentopoli, ecco l’autoscatto del ragionier Franco Panzironi. Ma sì, l’ex imperatore dell’Ama, ora ancora alla guida di Multiservizi, il gran ciambellano del sindaco Alemanno finito ora sotto l’ultima bufera dello scandalo degli appalti.
Che carriera, il ciambellano, da quando nel 2001 scoppia il colpo di fulmine. Lui, Gianni, era stato nominato giovane ministro dell’Agricoltura e subito, dal suo ufficio dello storico palazzo di via XX Settembre, chiamò Franco. Che voleva regalare all’amico? Tanto per cominciare la scrivania di segretario generale dell’Unire, l’appetitoso istituto dell’Unione nazionale incremento razze equine. Che non voleva proprio dire “darsi all’ippica”. Anche qui, dal 2002 al 2007, è un furoreggiare di polemiche e di assunzioni di “amici”. E incombe anche un’indagine per abuso d’ufficio per una maxiconsulenza da 60 mila euro ad un ex deputato di An.
Ma arriva il 2008 e appena Gianni batte sul filo di lana Rutelli e sale vincitore sul Campidoglio, nello studio affacciato sui Fori, passa poco tempo che il ragionier Franco si ritrova nel palazzo di via Calderon de la Barca, il quartiere generale dell’Ama, a pochi metri dalle macchine che sfrecciano sulla Colombo.
Si dà da fare? Eccome. “La dream team, la squadra del sogno”, aveva detto Alemanno presentando il suo cda di Ama in Comune, nel dicembre 2008. E che fa Panzironi? Sogna rifiuti che viaggiano sottoterra, attraverso condotte pneumatiche, ma intanto Malagrotta rimane un gran bubbone nella città, con la differenziata che prima sale e poi arranca. Non è tutto. Prima di arrivare all’Ama Panzironi era stato anche direttore generale di Lavoro Temporaneo spa, un’agenzia interinale poi confluita in Obiettivo lavoro. E nel gennaio 2010 è proprio questa che vince la gara per selezionare personale per la ex municipalizzata.
Sì, perché soprattutto Franco assume. L’ultima arrivata nelle stanze della direzione come impiegata è Ilaria, la figlia del caposcorta del sindaco, Giancarlo Marinelli. E poi un vero e proprio esercito, una pattuglia di quasi mille quella che entra nella sede di Calderon de la Barca. Ecco gli ex ultras di estrema destra Andrini e Bianco, ecco la sua ex segretaria all’Unire Gloria Rojo, fino a Edoardo Mamalchi, figlio dell’ex capo della segreteria prima di Gasparri e poi dello stesso Alemanno. E poi Costanza Drigo, ex candidata nelle liste del centrodestra, Antonio Bettidi, in seguito distaccato nella segreteria particolare del sindaco, e Fabio Magrone, segretario dell’eurodeputata del Pdl Roberta Angelilli.
Non manca neppure il genero, Armando Appetito. Ma quando gli si contesterà l’assunzione familiare, Panzironi dirà: “Allora non conosceva nemmeno mia figlia, come potevo sapere che poi si sarebbero fidanzati?”. E il figlio Dario? Prima in Campidoglio e poi all’Eur spa, controllata da un altro gran fedelissimo di Alemanno.
Come dire no al gran ciambellano? Non è anche il segretario generale e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Nuova Italia, di cui è presidente Alemanno, il motore della corrente del sindaco, per cui fa strage di sponsor e contribuisce a tirargli al volata in Campidoglio?
Insomma, di lavoro per Panzironi, anzi, per quella che l’opposizione chiama la “saga Panzironi”, ce n’è molto. E naturalmente ben retribuito. Quanto? Un record. Non contento dei più di 380 mila euro l’anno per guidare l’azienda dei rifiuti, ne incassa altri 165.187 come presidente di Multiservizi. Totale: 545.287 euro, una bella sommetta.
Intanto per la Parentopoli il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pubblico ministero Corrado Fasanelli chiedono il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio continuato e in concorso per lui e altri sette: avrebbero pilotato 841 assunzioni avvenute tra la fine del 2008 e il 2009. Interrogato afferma: “I curricula mi venivano segnalati da Rampelli del Pdl e Zambelli del Pd”. Ma poi spunta fuori anche il fax per mandare il curriculum di Ilaria Marinelli spedito dalla segreteria del sindaco da Dario Panzironi, il figlio di Franco, che lavorava lì. In dieci giorni la ragazza è assunta.
Alla fine si dimette da Ama. Ma la scialuppa di salvataggio è la presidenza della Multiservizi, controllata proprio da Ama. “Il gioco delle tre carte” lo chiama il Pd. E lui: “Me ne vado, sono stufo di fare il bersaglio. Neanche il sindaco mi ha difeso”. Alemanno: “Sono solidale”. Infine la tempesta degli appalti.
