lunedì 4 Marzo 2024

Siete parte del sogno americano

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Così un grottesco Obama a quei pochi pellerossa scampati allo sterminio dell’american dream

“Credetemi, so cosa significa essere ignorato e dimenticato e voi non lo sarete mai, finché io sarò alla Casa  Bianca”. Barack Obama tende la mano in segno di pace agli indiani d’America, invitati a Washington per la  prima Conferenza delle Nazioni Tribali, che il presidente definisce “la più grande riunione di capi indiani della  storia americana”. Coìsì il primo presidente afroamericano, si rivolge alla “Nazione”, come le tribù indiane  statunitensi si autodefiniscono. E Obama, che ha promesso di riesumare i principi dei padri fondatori, parla di  sé e della sua storia promettendo un “impegno forte” per guarire la relazione tra Washington e i nativi  americani. Se non è un calumet della pace poco ci manca, il presidente ha richiamato alla Casa Bianca i  rappresentanti di quel che resta del genocidio di 564 tribù, tutte quelle legalmente riconosciute, a cui ha detto: “sono con voi, so cosa  significhi essere un ousider, non sarete la parte dimenticata del sogno americano”. Più volte nell’ultimo anno  il presidente ha ricordato la povertà che ancora si registra tra la popolazione delle tribù indigene e il basso  tasso di educazione scolastica dei loro ragazzi. “So che siete scettici”, ha detto Obama ricordando che la sua amministrazione ha però già compiuto dei passi concreti per mettere fine alla discriminazione. Nel giugno scorso infatti la Casa Bianca ha nominato Kimberly Teehee come consulente dello Studio Ovale per le politiche dei nativi americani. Obama definisce gli indiani come “una delle comunità più colpite dalla crisi”. Le tribù dell’Alaska lo hanno poi invitato a visitare “l’ultima frontiera” in caso volesse “staccare la spina da tutto”.
Al presidente poi scappa una gaffe: dà per scontata la rielezione nel 2012 promettendo di continuare a lavorare  “per i prossimi otto anni”. “Non fatemi anticipare i tempi”, ha poi scherzato Obama, “per i prossimi tre anni e  un mese che sarò in carica metteremo le basi per una nuova relazione”. Secondo i dati del 2003, ci sono negli  Usa circa 2 milioni e 800mila indiani americani. Circa un terzo vive fra California, Azirona e Oklahoma.
Le tribù più popolose sono Navajo, Cherokee, Choctaw, Sioux, Chippewa, Apache, Blackfeet, Iroquois e  Pueblo. Oggi come oggi, 8 indiani su 10 sono in realtà di sangue misto. La storia degli indiani massacrati dai  pionieri anglosassoni nella loro corsa verso l’ovest (una epopea raccontata dai “western” dalla parte dei bianchi) è una delle pagine buie dell’Ottocento  (così chiamano loro gli olocausti) . Nel 1975 una legge riconobbe per la prima volta il diritto delle tribù  all’autodeterminazione. Le 564 tribù riconosciute a livello federale hanno un governo tribale, possono legiferare per la loro comunità, imporre tasse ed escludere alcune persone dai loro territori.

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