Home Alterview Sol legante

Sol legante

0


Un’arte raffinata e spesso erotica

 

A Firenze, un progetto fotografico appena conclusosi rappresenta il tema dello Shibari sotto un punto di vista differente rispetto alle idee che usualmente accompagnano questa disciplina. Nell’intreccio fra corda e corpo sono state ricercate linee e punti di vista inusuali, ammirando e contemplando un connubio particolare che è quello di fune e pelle, una ricerca di immagini astratte e geometriche. Lo Shibari come arte d’avanguardia.
A Roma intanto è prevista, e si tiene una volta al mese, la Shibari Night. Un’occasione iper assistere a show di bendaggi a tutti i livelli, confrontarsi con appassionati e curiosi e legare o farsi legare.
Lo Shibari – più correttamente noto come Kinbaku – è un’antica forma artistica giapponese di bondage che ha molti stili e utilizzi. Si pensi che nel paese del Sol levante tale nobile arte è considerata di pari pregio rispetto ad altre tradizioni rinomate come l’Ikebana, il Sumi-e (pittura con inchiostro nero) o il Chanoyu (cerimonia del tè). E in Italia, al momento, infuria nella sua versione popshow. Tra i molti usi dello Shibari quello più coinvolgente è difatti la condivisione di una scultura vivente dinamica, come pratica meditativa partecipata, rilassamento profondo per la flessibilità del corpo e della mente, espressione di potere e di scambio, e intimo gioco erotico con moderazione.
Nello Shibari – l’azione di legare qualcuno – il Nawashi (l’artista della corda) crea pattern quasi geometrici e forme che contrastano meravigliosamente con curve e rientranze naturali dei corpi. Dall’antichità all’oggi, le cerimonie religiose in Giappone coinvolgono l’uso di corde a simboleggiare le connessioni tra gli umani e il divino, e per delineare spazi e tempi sacri.
La medesima cosa avviene nel mondo dell’erotismo di consumo contemporaneo, ove la fotografia fetish dedicata allo Shibari appassiona sempre più artisti e fruitori, all’insegna di uno scatto destinato alla viralità che sia sempre più choc.
Perché nello shibari, a differenza che nel bondage occidentale, non è importante solamente «dove» o «perché» si mette la corda, ma anche – e soprattutto – «come»: tra chi lega e chi è legato si crea infatti una connessione per cui la corda diviene il mezzo. Non conta la destinazione finale, ma il percorso fatto. Si capisce come la trasformazione di tali momenti in gustose pose d’arte sia impresa decisamente diffusa, anche a rischio di degenerazioni pedanti.
Dall’arte marziale di immobilizzazione dell’avversario all’arte che abbellisce gallerie e privè, il passo è dunque breve. Così lo Shibari da esposizione si palesa quale esplosiva combinazione di effetti speciali da epopea della schiavitù – come la maggior parte di noi li concepisce (potenza/impotenza) – con l’aggiunta di un certo gusto estetico. In questo caso, il mezzo è il massaggio, poiché l’intensità delle corde e dei nodi è quasi palpabile e la loro disposizione secondo i punti dello Shiatsu è nient’affatto casuale.
L’arte di immortalare la puntigliosa collocazione di corde e nodi sul corpo di modelle secondo stereotipi/non stereotipi enfatizza, infine, caratteristiche come sensualità, vulnerabilità e forza. Che fanno della Shibari Art un monumento all’impero dei Sensi.

Nessun commento

Exit mobile version