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Operai ingrati protestano per soli otto mesi di ritardo nello stipendio

Ancora una volta sulla torre, ancora una volta a 150 metri d’altezza per rivendicare gli stipendi arretrati e un progetto per il futuro. Giovedì mattina gli operai di Vinyls sono tornati in cima alla fiaccola dell’impianto chimico, a Marghera, restandoci tutta la notte: «Resistiamo, vogliamo dare un segnale».
Una protesta spontanea, decisa all’ultimo minuto e messa in pratica da quattro operai dei presìdi di sicurezza. Questa volta, non sono stati i volti storici della protesta Vinyls, Nicoletta Zago o Lucio Sabbadin, a salire in quota, ma Davide Zampieri (44 anni), Alessio Lucatello (53), Romeo Ferrari (38) e Giovanni Schirinzi (54). I quattro sono saliti equipaggiati con tenda e sacchi a pelo, pronti per passare la notte a 150 metri d’altezza, proprio come agli esordi della crisi della Vinyls, oltre due anni fa.
I lavoratori rivendicano il mancato pagamento di 8 mesi di stipendio, oltre allo stallo della cassa integrazione. Visto che è da quasi due mesi che gli operai di Vinyls hanno abbandonato per protesta i presìdi di sicurezza, si tratta di almeno 10mila euro di stipendi non ricevuti.

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