La Cgil organizza lo scioperino e Napolitano invita i lavoratori alla resa
La riforma del mercato del lavoro ”non può essere identificata con la sola modifica dell’articolo 18: per poter dare un giudizio bisogna vedere il quadro di insieme. Domani ci sarà un incontro per definire la riforma e quindi è bene attendere il risultato di questo incontro”. Il richiamo arriva dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poche ore dopo che la Cgil ha proclamato un pacchetto di 16 ore di sciopero, di cui 8 per uno sciopero generale. Durissima la reazione del sindacato di Susanna Camusso dopo l’annuncio della riforma del lavoro presentata dal governo 1. La data dello sciopero sarà definita in base all’iter parlamentare della riforma, ma di certo Corso d’Italia pensa di accompagnare la mobilitazione con manifestazioni territoriali. Il leader Cgil si rivolge al Parlamento perché intervenga sulle nuove norme: “Non ha alcuna convenienza ad approvare una riforma così”. Anche Bonanni chiede una “mano” al Parlamento per migliorare il “compromesso” raggiunto sull’articolo 18.Napolitano: “Risorse limitate”. “Dobbiamo capirlo tutti! Abbiamo e avremo risorse limitate. Non potevamo andare avanti con questa montagna di debito pubblico”, “ed è un dovere morale della politica e delle istituzioni abbatterlo perché non possiamo scaricarlo sui giovani”, ha detto ancora il presidente, che ha aggiunto: “La strada maestra” per uscire dalla morsa del debito pubblico è la “riduzione selettiva della spesa pubblica”.
